Lunch break: le sane abitudini per la pausa pranzo

I pasti consumati durante la giornata spesso risentono dei ritmi frenetici del lavoro, con il rischio conseguenze negative in termini di forma fisica e tranquillità interiore. Alcuni semplici consigli possono contribuire a rendere il lunch break, ovvero la pausa pranzo,  un’occasione per contribuire al proprio benessere.

Pausa pranzo: istruzioni per luso

Numerosi studi scientifici evidenziano l’importanza della pausa pranzo. Saltarla, accorciarla o, peggio, trascorrerla di fronte al pc è dannoso sia dal punto di vista psicologico cheda quello fisico. Un errore che si paga caro, in termini di  concentrazione, produttività, energia. Non è necessario che il break di metà giornata sia particolarmente prolungata ma, appunto, che diventi un appuntamento intoccabile e che segua alcune indicazioni fondamentali.

Lontano da smartphone e tablet

Punto primo: durante la pausa pranzo bisogna staccare per davvero. Per archiviare momentaneamente ansie e scadenze, quindi, è bene evitare di controllare smartphone e tablet. Solo così mente e corpo possono realmente riposarsi e prepararsi alle successive ore di lavoro. Consigliato, invece, è concentrare durante il lunch break le chiamate ad amici e familiari, che durante l’orario di lavoro sarebbero inopportune. far fruttare i minuti di pausa per risolvere qualche piccola situazione personale può aiutare a liberare la mente dalle fatiche dell’ufficio e della propria attività.

Pranzo con i colleghi si, ma senza parlare di lavoro

Seconda regola: vietato parlare di lavoro. Spesso si trascorre la pausa pranzo con i colleghi ed inevitabilmente si parla di tutte le peripezie della mattinata in ufficio. L’importante è, però, che questa pratica non diventi un’abitudine. E’ indispensabile, infatti, ritagliarsi dei momenti di pausa assoluta dal lavoro e approfittarne per socializzare e conoscere meglio le persone che ci circondano scambiandosi idee sugli argomenti più vari.

Attività fisica, non per forza in palestra

Terzo consiglio: un po di movimento. La pausa pranzo può essere un buon momento anche per dedicarsi all’attività fisica. I più sportivi possono andare in palestra o a correre nelle zone vicino al luogo di lavoro. Chi non ne ha il tempo o la possibilità può,invece, concedersi una passeggiata di qualche minuto, anche solo per guardare le vetrine dei negozi o prendere un caffè al bar. Il movimento può essere molto utile a resettare la mente e tornare alla scrivania più determinati e positivi che mai.

 

L’alimentazione nella pausa pranzo: combinare leggerezza e gusto

Trattandosi di una pausa pranzo, non si può prescindere da un’accurata scelta del cibo. In pausa pranzo le persone spesso rivelano le abitudini alimentari più stravaganti e curiose, ma non sempre corrette. C’è chi salta il pasto, chi si nutre solo di frutta secca. Poi ci sono i crudisti, i vegani o i fanatici della dieta iperproteica. Ma chi di loro ha ragione? E soprattutto: è possibile combinare leggerezza e gusto? La risposta è sì. Non solo è possibile, ma è assolutamente consigliato.

Piatto unico, equilibrato e nutriente

La prima regola per una pausa pranzo sana è scegliere un piatto unico, equilibrato e nutriente, che contenga carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Molto nutrienti e gustose, per esempio, sono le insalate di cereali o di pasta con verdure di stagione, carni bianche e povere di grassi, oppure gamberetti, tonno, uova sode. In alternativa si possono tentare le insalate di legumi, come ceci, lenticchie o fagioli, e ortaggi di stagione accompagnati da pane integrale: un pasto ricco di proteine vegetali e fibre capace di ricaricarci senza appesantirci.

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Ricaricarsi rispettando la dieta

Per chi sta seguendo una dieta, il consiglio principale è di iniziare il pasto con un’abbondante porzione di ortaggi di stagione. Meglio crudi e conditi con olio extravergine d’oliva, poco sale, un po’ di succo di limone e una spolverata di erbe aromatiche. Le verdure crude, essendo croccanti e colorate, hanno il potere di soddisfare palato e vista. In questo modo si consuma una minore quantità di macro-nutrienti, come carboidrati, proteine, grassi, e, inoltre, si ottiene la giusta ricarica di acqua e sali minerali.

La frutta, valida alternativa del dolce

Come viene insegnato sin da piccoli, se dopo pranzo abbiamo ancora un po’ di fame vuol dire che abbiamo mangiato il giusto. Se proprio si volesse soddisfare anche l’ultimo desiderio, al posto del dolce è sempre meglio la frutta. Un’abitudine che vale per tutti, non solo per chi vuole perdere qualche chilo. Il “dolcetto” dopo pranzo è un vizio che si paga caro: la digestione diventa lunga e laboriosa e il lavoro pomeridiano ne risente.