Stand by the River, il Mercatino di Natale più esclusivo di Roma

Come ogni Natale, il Baja, sulle sponde del Tevere, si prepara ad ospitare il suo esclusivo mercatino dedicato all’artigianato locale di alta qualità. Passeggiando nello storico barcone potrai trovare mille idee per i regali di Natale. Un appuntamento amato e atteso, nel solco della grande tradizione nord europea dei Mercatini di Natale.

Stand by the river: Roma si accende con il Mercatino di Natale del Baja

Roma, nel periodo natalizia, assume un aspetto magico. Alla proverbiale bellezza della città eterna, il Natale aggiunge un avvolgente tocco di colore, luci e allegria. Quale luogo migliore delle pittoresche rive del Tevere per un mercatino natalizio unico e ricercato? Stand by the River è la risposta.

L’evento organizzato dal Baja, nel cuore di Roma, non è semplicemente un mercatino di Natale. Sabato 24 novembre, dalle 10 fino alle 18, gli ospiti del nostro raffinato barcone-ristorante saranno avvolti da un’affascinante atmosfera natalizia. A bordo saranno esposte le opere di selezionati artigiani locali e prodotti di prima qualità dal mondo dell’enogastronomia. Un’occasione per originali idee regalo, ma anche un modo per promuovere le migliori imprese di Roma e dintorni.

E se, dopo gli acquisti, la fame si farà sentire, nessun problema: il Baja è il luogo perfetto per un’esperienza di gusto. Per concludere la giornata, infatti, cosa c’è di meglio di un aperitivo o di una cena a bordo del celebre barcone? Una location magica, con Roma a fare da sfondo, che vi coccolerà, mentre i nostri chef ed il nostro staff delizieranno i vostri palati con piatti appetitosi e drink raffinati dal sapore squisitamente natalizio.

Tutti i segreti dell’aperitivo del Baja

 Natale e solidarietà

Il Natale, però, è prima di tutto un momento per stare insieme ai propri cari, per trascorrere del tempo in famiglia, e magari per un gesto di solidarietà. Per questo lo staff del Baja ha scelto Intersos come Charity Member del suo mercatino natalizio. Intersos è l’organizzazione italiana in prima linea nelle emergenze umanitarie per soccorrere e aiutare persone vittime di guerre, violenze e disastri naturali. Mentre vi godrete la magica atmosfera del mercatino sul Tevere, grazie alla presenza dei volontari Intersos, potrete anche conoscere le loro attività e dargli il vostro sostegno.

Scopri Stand by the River, il mercatino di Natale del Baja

 

Le origini dei mercatini natalizi

Una visita ai mercatini natalizi può essere l’occasione per trovare regali, assaporare deliziosi prodotti enogastronomici o immergersi nell’atmosfera natalizia. Anche in antichità bancarelle, luci e vapori speziati caratterizzavano i mercatini, ma alla base della loro nascita c’erano anche esigenze legate all’acquisto delle scorte di viveri.

Cibi, bevande, artigianato

L’origine dei mercatini di Natale va ricercata in una serie di aspetti che caratterizzano la vita economica e sociale dei contadini nel periodo invernale. Nei mesi freddi il lavoro nei campi era sospeso, si cercava riparo nel calore casalingo. L’autunno e l’inverno, specialmente nei Paesi più freddi, erano dedicati al lavoro manuale. Seduti accanto al fuoco si intagliavano pipe, si intrecciavano ceste, si lavorava la lana realizzando maglioni, berretti e guanti. Prodotti destinati anzitutto alla famiglia, ma che col tempo divennero delle vere produzioni artigianali da vendere durante fiere o eventi che si tenevano in periodi particolari dell’anno. Queste occasioni, in assenza dei grandi centri commerciali contemporanei, fino a pochi secoli fa erano anche l’unico modo per fare acquisti di cibo e bevande in grandi quantità.

Il Mercato di San Nicola tra Alsazia e Germania

Tra i periodi più gettonati per queste fiere, l’Avvento era senza dubbio uno dei principali. E’ proprio in occasione dei giorni precedenti la ricorrenza della nascita di Cristo che si ha notizia del primo mercato, datato XIV Secolo e localizzato in Germania e Alsazia, conosciuto con il nome di “Mercato di San Nicola”. Il primo documento ufficiale che attesta ufficialmente la presenza di un mercato di Natale è datato 1434: l’atto certifica un Striezelmarkt, mercato di dolci tipici tedeschi chiamati Striezel, a Dresda il lunedì prima del Natale.

I mercatini di Natale in Italia 

In Italia, invece, i mercatini sono un’usanza recente. Per il primo mercatino in Italia si deve infatti aspettare il 1990, quando, cavalcando l’onda della moda europea dei mercatini nel periodo natalizio, gli organizzatori del Christkindlmarkt di Norimberga decisero di crearne un’edizione a Bolzano. Nonostante la sua giovane età, il mercatino di Natale di Bolzano si è presto affermato come uno dei più gettonati dai turisti in Europa, soprattutto grazie alla presenza dell’artigianato e dei dolci tipici tirolesi. Successivamente, negli ultimi 20 anni la tradizione di mercatini si è diffusa da Nord a Sud dello Stivale. L’Alto Adige è sempre in primo piano, dove, oltre a Bolzano, vi sono i famosi mercatini di Merano e Lagundo. Ma anche il Trentino, con Trento e Pedavena. Il Piemonte con Candelo, la Toscana con Pisa. Le Marche con Candelara e Genga, l’Umbria con Perugia, il Lazio con Roma. La Campania con Napoli, la Sicilia con Caltagirone. Paese che vai, mercatino di Natale che trovi!

Lunch break: le sane abitudini per la pausa pranzo

I pasti consumati durante la giornata spesso risentono dei ritmi frenetici del lavoro, con il rischio conseguenze negative in termini di forma fisica e tranquillità interiore. Alcuni semplici consigli possono contribuire a rendere il lunch break, ovvero la pausa pranzo,  un’occasione per contribuire al proprio benessere.

Pausa pranzo: istruzioni per luso

Numerosi studi scientifici evidenziano l’importanza della pausa pranzo. Saltarla, accorciarla o, peggio, trascorrerla di fronte al pc è dannoso sia dal punto di vista psicologico cheda quello fisico. Un errore che si paga caro, in termini di  concentrazione, produttività, energia. Non è necessario che il break di metà giornata sia particolarmente prolungata ma, appunto, che diventi un appuntamento intoccabile e che segua alcune indicazioni fondamentali.

Lontano da smartphone e tablet

Punto primo: durante la pausa pranzo bisogna staccare per davvero. Per archiviare momentaneamente ansie e scadenze, quindi, è bene evitare di controllare smartphone e tablet. Solo così mente e corpo possono realmente riposarsi e prepararsi alle successive ore di lavoro. Consigliato, invece, è concentrare durante il lunch break le chiamate ad amici e familiari, che durante l’orario di lavoro sarebbero inopportune. far fruttare i minuti di pausa per risolvere qualche piccola situazione personale può aiutare a liberare la mente dalle fatiche dell’ufficio e della propria attività.

Pranzo con i colleghi si, ma senza parlare di lavoro

Seconda regola: vietato parlare di lavoro. Spesso si trascorre la pausa pranzo con i colleghi ed inevitabilmente si parla di tutte le peripezie della mattinata in ufficio. L’importante è, però, che questa pratica non diventi un’abitudine. E’ indispensabile, infatti, ritagliarsi dei momenti di pausa assoluta dal lavoro e approfittarne per socializzare e conoscere meglio le persone che ci circondano scambiandosi idee sugli argomenti più vari.

Attività fisica, non per forza in palestra

Terzo consiglio: un po di movimento. La pausa pranzo può essere un buon momento anche per dedicarsi all’attività fisica. I più sportivi possono andare in palestra o a correre nelle zone vicino al luogo di lavoro. Chi non ne ha il tempo o la possibilità può,invece, concedersi una passeggiata di qualche minuto, anche solo per guardare le vetrine dei negozi o prendere un caffè al bar. Il movimento può essere molto utile a resettare la mente e tornare alla scrivania più determinati e positivi che mai.

 

L’alimentazione nella pausa pranzo: combinare leggerezza e gusto

Trattandosi di una pausa pranzo, non si può prescindere da un’accurata scelta del cibo. In pausa pranzo le persone spesso rivelano le abitudini alimentari più stravaganti e curiose, ma non sempre corrette. C’è chi salta il pasto, chi si nutre solo di frutta secca. Poi ci sono i crudisti, i vegani o i fanatici della dieta iperproteica. Ma chi di loro ha ragione? E soprattutto: è possibile combinare leggerezza e gusto? La risposta è sì. Non solo è possibile, ma è assolutamente consigliato.

Piatto unico, equilibrato e nutriente

La prima regola per una pausa pranzo sana è scegliere un piatto unico, equilibrato e nutriente, che contenga carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Molto nutrienti e gustose, per esempio, sono le insalate di cereali o di pasta con verdure di stagione, carni bianche e povere di grassi, oppure gamberetti, tonno, uova sode. In alternativa si possono tentare le insalate di legumi, come ceci, lenticchie o fagioli, e ortaggi di stagione accompagnati da pane integrale: un pasto ricco di proteine vegetali e fibre capace di ricaricarci senza appesantirci.

Scopri il menù del Baja per la tua pausa pranzo

Ricaricarsi rispettando la dieta

Per chi sta seguendo una dieta, il consiglio principale è di iniziare il pasto con un’abbondante porzione di ortaggi di stagione. Meglio crudi e conditi con olio extravergine d’oliva, poco sale, un po’ di succo di limone e una spolverata di erbe aromatiche. Le verdure crude, essendo croccanti e colorate, hanno il potere di soddisfare palato e vista. In questo modo si consuma una minore quantità di macro-nutrienti, come carboidrati, proteine, grassi, e, inoltre, si ottiene la giusta ricarica di acqua e sali minerali.

La frutta, valida alternativa del dolce

Come viene insegnato sin da piccoli, se dopo pranzo abbiamo ancora un po’ di fame vuol dire che abbiamo mangiato il giusto. Se proprio si volesse soddisfare anche l’ultimo desiderio, al posto del dolce è sempre meglio la frutta. Un’abitudine che vale per tutti, non solo per chi vuole perdere qualche chilo. Il “dolcetto” dopo pranzo è un vizio che si paga caro: la digestione diventa lunga e laboriosa e il lavoro pomeridiano ne risente.

Roma e il Tevere, una storia di amore infinito

Non si può pensare a Roma senza pensare al Tevere. Il rapporto tra il fiume “biondo” e i Romani è simile a quello tra padre e figli. Il Tevere è un genitore che ha elargito le risorse della vita, permettendo la nascita e lo sviluppo della città eterna. Storia, natura, romanticismo si fondono lungo le sue sponde di rara bellezza.

Il Tevere nella storia di Roma

Quale romano che si rispetti non si sente a casa alla vista delle acque del Tevere? La sensazione avvolgente che il panorama del fiume dona al primo sguardo è difficilmente spiegabile a parole. Ma quanto conosciamo l’importanza del “biondo” fiume nella storia della città?

Anima e linfa della città eterna

Il Tevere è stato l’anima di Roma fin dalla sua nascita. E difficile credere che, in assenza di questo prezioso corso d’acqua, la  città eterna avrebbe avuto lo stesso percorso storico.Il Tevere fu per i Romani elemento di vita in tutti i sensi: assicurava l’acqua per la sopravvivenza, era via di comunicazione primaria ed era elemento di difesa. Anche la morfologia dell’area su cui sorse la città è attribuibile al fiume: i famosi sette colli, dove nacquero i primi insediamenti umani, furono modellati dall’erosione fluviale su antichi altipiani vulcanici.

Il “biondo” tra mito e realtà

Il fatto che l’esistenza stessa di Roma sia strettamente legata al Tevere è descritto già dalla prima scena della leggenda di fondazione. Romolo e Remo sono nella cesta, arenati sotto il ficus ruminalis, e succhiano il colare zuccherino dei frutti, in attesa di una vera poppata. Il mito narra che fu Enea, il celebre eroe profugo da Troia in cerca di una patria, a giungere nella zona dove sarà fondata Roma, proprio risalendo la foce del fiume che allora era noto come Albula. Il fiume fu poi chiamato Tevere, probabilmente in onore di una divinità fluviale o un Re chiamato Tiberinus.

I Romani erano profondamente coscienti dell’importanza del fiume e hanno amato il loro Tevere fino a mitizzarlo e a considerarlo uomo vivo. In numerosi monumenti e nelle bellissime fontane di Roma spesso si nota una figura imponente, un vecchio dalla lunga barba bianca, appoggiato ad un’anfora con accanto un remo, una cornucopia e due gemelli allattati da una lupa. E’ lui l’antico Tevere, saggio, artefice e patrono della Roma “Caput Mundi”.

Al di là del mito, sappiamo che il fiume fu utilizzato sin dalle origini della città e che gli abitanti si preoccuparono sin da subito di avviare una serie di interventi per sfruttarlo nel miglior modo possibile.

I muraglioni e il fiume oggi

Gli abitanti di Roma, dunque, hanno sempre avvertito la necessità di trovare una soluzione efficace per “governare” il fiume e proteggere la città dal pericolo delle alluvioni. Questi eventi si verificavano più volte l’anno, a causa delle piene ordinarie, provocando esondazioni lungo i fossi, le marane e le fognature. In alcuni casi erano di grande entità, come le inondazioni del 1598 e del 1870, in altri più modeste, come quelle che il poeta Gioacchino Belli chiamava “acquetta”.

La necessità di controllare le piene portò alla progettazione dei “muraglioni”, la cui realizzazione, tra fine Ottocento e inizio Novecento, ha interessato le rive del tratto urbano centrale, creando le sponde per come le conosciamo oggi. Nonostante l’allontanamento “fisico” tra i romani e il Tevere, dopo più di duemila anni vissuti praticamente in simbiosi, il legame tra il fiume e la città  non si è mai spezzato.

Vivi il fascino del Tevere, regalati una cena a bordo del Baja

 

Arte, cinema e segreti: una passeggiata sul Tevere dalle tante sorprese

Una serata romantica o una visita culturale, una corsa o un pomeriggio di relax, un tramonto o un drink lungo la riva. Concedersi un momento intimo con il Tevere è un must per chi abita o visita la città. Vi proponiamo qui un piccolo itinerario alla scoperta dei segreti del “biondo” fiume.

L’isola Tiberina, l’isola più piccola abitata al mondo

Piccolo e suggestivo borgo che sorge in mezzo al letto del fiume, l’isola Tiberina appoggia su eleganti rocce e offre scorci inediti sulla città eterna. L’isola è lunga poco più di 300 metri, larga meno di 90 ed è collegata alle sponde del Tevere tramite ponte Cestio e ponte Fabricio. La storia dell’isola è ricca di leggende e aneddoti, findalla sua origine, probabilmente legata alla cacciata da Roma dell’ultimo re etrusco, Tarquinio il Superbo. Il suo storico utilizzo sfruttava l’isolamento dalla città ed era focalizzato sulla quarantena per le persone malate, come testimoniato dal tempio del dio medico Esculapio. Non tutti sanno che, proprio dai blocchi di pietra del tempio, sgorga una fonte miracolosa che i Romani hanno sempre creduto potesse guarire le malattie. L’isola, nel corso dei secoli, ha conservato inalterata la sua vocazione di assistenza ai malati, con l’istituzione, nel 1582, dell’Ospedale Fatebenefratelli, attivo ancora oggi. Il lento ma perpetuo scorrere del fiume abbraccia dolcemente l’isola Tiberina e ci accompagna alla scoperta di uno dei posti più suggestivi ed unici di Roma, non a caso scelto in più occasioni come set cinematografico per pellicole famose come “Aprile”, “Nell’anno del Signore” e “Il conte Tacchia”.

Tevere e cinema: un raffinato set naturale

Tevere e cinema, macchine da presa e set. Non solo l’isola Tiberina, l’intero fiume che attraversa la Capitale è una location importante per il cinema italiano dagli albori ai giorni nostri. Proprio lungo le sponde del biondo Tevere sono state girate scene di celebri film. Da Corso Francia a ponte Milvio per “Tre metri sopra al cielo”, poi ponte Duca Amedeo d’Aosta per “Ladri di biciclette”, ponte della Musica per “Lo chiamavano Jeeg Robot”, ponte Regina Margherita  per “Mignon è partita”. infine Castel S. Angelo per “Accattone” e “Poveri ma belli”.Ogni anno, durante la “Festa del Cinema” di Roma, vengono organizzate gite a tema alla scoperta del profondo legame tra il “biondo” fiume e la cinepresa.

I circoli remieri: eleganti presidi di tutela del fiume

Nati lungo le sponde del Tevere tra l’unità d’Italia e le due guerre, i cinque circoli storici di canottaggio(Aniene, Lazio, Roma, Tevere Remo e Tirrenia Todaro) rappresentano eleganti presidi di tutela del fiume, che possono essere visitati su prenotazione. I prestigiosi circoli sono avversari sull’acqua ma uniti e solidali nella manutenzione degli argini e nella valorizzazione dell’identità del Tevere. I circa cinquemila soci vivono il fiume ogni giorno e lo percorrono con le loro imbarcazioni tra l’Acquacetosa e l’isola Tiberina. Proprio da un progetto dei circoli nasce l’idea di un museo del Tevere per raccontare la storia del fiume. Se è vero che le sponde del Tevere sono, di per sé, un museo a cielo aperto, l’obiettivo di questo progetto è istituire un luogo che racconti la storia leggendaria del “biondo” ma anche il lato più quotidiano: i mestieri, le tradizioni, i rituali, la storia, la flora, la fauna, le attività sportive e ricreative. Il racconto del fiume si snoderà come una vera e propria sceneggiatura in grado di miscelare linguaggi tradizionali, come pannelli e foto di grande formato, con tecnologie digitali interattive. Al momento però si è ancora alla ricerca di una sede adeguata:  tra le ipotesi più suggestive, l’ Arsenale pontificio di Porta Portese e l’ ex dopolavoro delle Poste sul lungotevere Flaminio.

Il brunch sul Tevere, il più esclusivo appuntamento delle domenica

Alla scoperta del brunch, tra origini antiche e nuove tendenze

Il termine inglese “brunch” indica un pasto particolarmente abbondante, da consumare a metà mattinata, tra le undici e l’una. Una sorta fusione tra colazione e  pranzo, che abbina cibi sia dolci che salati, bevande  calde e fredde. Di tradizione anglosassone, negli ultimi anni il brunch si è diffuso anche in Italia. Scopriamo insieme le origini di questa antica tradizione e le nuove tendenze che rendono un brunch unico.

Buffet brunch bajaCos’è il brunch?

Alzi la mano chi non ha fatto un brunch? Probabilmente nessuno, soprattutto tra i più giovani.Il brunch è ormai un’abitudine ricorrente, un apprezzato modo per uscire, stare in compagnia e mangiare buon cibo. Non tutti però conoscono le origini e la tradizione di questo pasto particolare, importato dall’Inghilterra. La storia del brunch, poco conosciuta, è invece particolarmente curiosa e interessante.

Le origini del termine

Il rito del brunch è nato nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento. Nell’incantevole campagna inglese, giovani nobili e borghesi rampanti organizzavano grandi buffet nelle ville dopo le battute di caccia domenicali. L’usanza venne ripresa dallo scrittore Guy Beringer, che nel 1895 pubblicò l’articolo “Brunch: A Peal” sull’ Hunter’s Weekly, una rivista di appassionati di caccia. Fu lui a coniare ufficialmente il termine “brunch. Beringer esaltava questa tradizione come un momento di allegria e socievolezza, “che mette di buon umore scacciando le preoccupazioni e le ragnatele della settimana”. Il brunch, alle origini, indicava la colazione ideale per la domenica mattina, dopo gli stravizi del sabato notte. La parola, non a caso, nasce dall’unione di breakfast (colazione) e lunch (pranzo).

Alcuni esempi di buffet del brunch

Esistono varie tipologie di brunch, che di norma si distingue per un buffet ricco e variegato, sia per la parte dolce che per la parte salata.

Tra i prodotti tradizionalmente serviti si trovano: uova strapazzate e bacon, bagels farciti con formaggio spalmabile e salmone affumicato, pancake, pane tostato con burro e marmellate, yogurt, frutta fresca, muffin, cupcake e brownies.Tra le bevande più diffuse vi sono caffè, cappuccino, tè, succhi di frutta, ma anche birra, vino o spumante, o magari un cocktail leggero come il Bloody Mary o lo Spritz.

Il brunch spesso si adatta all’estro di chi lo prepara o ai prodotti tipici del luogo. Non è raro, dunque, trovare una ricca proposta di arrosti di carne, aringa affumicata, gamberetti, insalate miste, pasta, formaggi e salumi. E ancora: biscotti, torte, gelato, frutta sciroppata. Insomma, chi più ne ha più ne metta, l’importante è variare.

Scopri il brunch del Baja

Brunch e happy hour: analogie e differenze

Troppo spesso si tende a  confondere il brunch con l’happy hour, e a usarli come sinonimi. Entrambi sono tendenze ormai affermate anche in Italia e rappresentano una grande attrattiva per il pubblico, da proporre con gusto e originalità.. Sono però due fenomeni di costume molto differenti.

L’orario e il servizio

La prima differenza è nell’orario: il brunch si riferisce alla tarda mattinata, l’happy hour è solitamente servito tra le 18:30 e le 21. Durante i brunch vengono serviti piatti curati e originali, che possano invogliare e sorprendere il cliente. Il buffet è ricco e adatto a ogni esigenza. L’allestimento della location è scrupoloso, con accurata preparazione di ogni dettaglio del servizio.

L’happy hour, invece, è più informale. I prodotti da offrire sono scelti in base alla tipologia del locale, della clientela e della stagione. Viene posta maggiore attenzione sui drink, con un’ampia scelta di cocktail sfiziosi e innovativi, oltre ai grandi classici, mentre il buffet è leggero ma gustoso.

L’intrattenimento

L’atmosfera del brunch è tipicamente rilassata, perfetta per piccole iniziative come mostre fotografiche o meeting aziendali. L’happy hour, invece,è adatto per eventi  con musica dal vivo o serate a tema. Accanto alle occasioni festive tradizionali, spesso è ispirato da ricorrenze commerciali, come la Festa di San Patrizio o Halloween.

 

Tre elementi per un brunch unico

Terminiamo il nostro viaggio alla scoperta di questo importante trend gastronomico scoprendo alcuni elementi che lo rendono unico: location, atmosfera e buffet.

L’orario mattutino del brunch lo rende perfetto in una location esclusiva, raffinata, luminosa e con ampio panorama che esalti le caratteristiche della città e della prima parte della giornata.

Cura dei dettagli e ambiente cordiale sono due elementi fondamentali . L’atmosfera deve essere avvolgente ma discreta, adatta anche alla clientela più esigente. D’altronde il brunch è, prima di tutto, una pausa di relax e piacere.

Il vero protagonista, però, rimane il cibo. Una tradizione gastronomica non può prescindere da un accurato food & beverage, che deve presentare sia piatti eleganti, originali e gustosi per tutte le esigenze, sia un’ampia selezione di bevande calde, fredde e drink raffinati.

Scopri l’esclusivo brunch domenicale del Baja, nel cuore di Roma

 

 

Vuoi organizzare un matrimonio diverso? Affidati alle Event Manager del Baja

Scegliere il Baja per il proprio matrimonio significa davvero regalarsi un evento inimitabile, personalizzato al 100%. Il nostro team di Event Manager, infatti, è pronto a soddisfare ogni richiesta e ad accompagnare gli sposi lungo una giornata da sogno, che rispetti in pieno i loro desideri. Dall’allestimento, al buffet, dalla musica, all’intrattenimento, tutto sarà impeccabile.

Matrimonio a RomaAmore a prima vista

Dalla prima visita fino ai saluti finali. Chi festeggia il proprio matrimonio al Baja sa di poter contare su uno staff che lo segue passo dopo passo in tutte le scelte importanti che un evento del genere richiede. La conduzione familiare e uno team ormai rodato fanno sentire gli sposi davvero coccolati.

Il primo incontro serve per conoscere gli spazi e lasciarsene sedurre. Il piano superiore, oggi impreziosito da vetrate nuove di zecca, le ampie terrazze panoramiche, le chiatte esterne. Tutto è curato nei particolari, controllato continuamente, per restituire un’atmosfera elegante, chic e ricca di stile.

Ogni angolo soddisfa un’esigenza diversa: il cibo, la musica, l’area relax dedicata alle chiacchiere. E intorno si libera la bellezza di Roma, a fare da suggestiva cornice, a rendere tutto ancora più emozionante. Impossibile non innamorarsi a prima vista.

Foto gallery: scopri il Baja

Ogni dettaglio al suo posto

Volete stupire i vostri ospiti arrivando al ricevimento in barca? Si può fare. Avete in mente di conquistarli con una location resa ancora più dinamica grazie ad un sapiente gioco di decorazioni luminose? Si può fare anche questo. Volete chiudere la festa con stupefacenti fuochi d’artificio? Nessun problema. Le Event Manager del Baja sono a disposizione. Una volta opzionata la location, ci si siede intorno ad un tavole e si comincia a costruire l’evento. E’ possibile personalizzare ogni cosa: l’allestimento degli spazi, il menù, la musica, i momenti “speciali”.

Per quanto riguarda il pranzo o la cena, ad esempio, tutto viene ritagliato intorno ai gusti degli sposi. Si può scegliere il tradizionale servizio al tavolo o il più informale buffet. Si possono selezionare le pietanze, a partire da un ventaglio molto variegato. La certezza è la qualità: freschezza dei prodotti, gustosità delle preparazioni, bellezza delle presentazioni. Ovvimente, c’è anche la possibilità di un food tasting riservato ai futuri sposi, ovvero una prova del menù a bordo del Baja.

Tutti i servizi dedicati ai matrimoni

Una pianificazione minuziosa, un accompagnamento costante

Il team del Baja lo sa bene, il segreto del successo di un evento speciale sta tutto nel saper ascoltare il cliente. Gli sposi non vengono mai lasciati soli, nella fase di progettazione come durante lo stesso ricevimento. Gli imprevisti possono sempre capitare, certo, ma chi fa questo lavoro con professionalità ed esperienza sa mantenere il sangue freddo e trovare una soluzione. Questa vicinanza e questa totale padronanza della situazione trasmettono un senso di serenità agli sposi, che possono così godersi al meglio il loro giorno più bello.

Nuovo look per il Baja, una location sempre più ricercata per i tuoi eventi

Nuovo look per il primo piano del Baja, quello dedicato agli eventi esclusivi. Ancora più luminoso, ancora più elegante, ancora più raffinato. Grandi vetrate che si aprono su Roma e un bancone del bar tutto nuovo, spazioso e funzionale, pronto a regalare cocktail e sfizi che rendono unica ogni occasione.

Un look nuovo, la ricercatezza di sempre

Eleganza ed unicità sono la cifra distintiva del Baja, una location esclusiva per eventi di ogni tipo: matrimoni, feste di compleanno o di laurea, convention aziendali. Bellezza e ricercatezza, però, sono il frutto di un miglioramento continuo. Per questo motivo, durante l’estate, il barcone sul Tevere più famoso di Roma, ha deciso di rifarsi un po’ il look. Nulla di stravolgente, non ce n’era bisogno; giusto qualche ritocchino al piano superiore, per renderlo ancora più confortevole e raffinato.

Scopri come il Baja può rendere unico il tuo evento

Vetro e luce, per valorizzare un panorama unico

Via le porte. La comunicazione tra le sale interne e le terrazze esterne è ora possibile attraverso delle ampie vetrate a scorrimento. Il risultato è una luminosità eccezionale, che conquista e seduce. Senza contare la valorizzazione del panorama. Adesso è ancora più semplice lasciarsi estasiare dalla bellezza della capitale, distesa con le sue meraviglie tutta intorno al Baja.

A rendere gli interni ancora più curati, infine, ci pensa anche il nuovo pavimento in legno, perfettamente coordinato con lo stile e gli arredi di tutta la barca.

Un bar “super” per eventi impeccabili

L’altra novità riguarda il bancone del bar. Grande, molto grande, e quindi assolutamente efficiente, anche negli eventi più affollati. Grazie alle sue tre postazioni, permetterà di servire più velocemente un numero elevato di ospiti. Quindi, durante le feste, niente più file chilometriche per ottenere il proprio drink, come avviene in molti locali, ma molto più tempo a disposizione per ballare, chiacchierare e divertirsi. Una scelta di qualità, per offrire a chi decide di festeggiare al Baja il proprio evento, un servizio di alto livello e il massimo confort possibile.

Tre buone ragioni per lavorare in un coworking (soprattutto a Roma)

Scegliere di lavorare in un coworking può essere davvero una scelta vincente, sia sotto il profilo umano che del business. Soprattutto in una città come Roma, dove gli affitti sono molto cari. Se non siete convinti, vi diamo qualche numero e qualche buon consiglio che vi farà cambiare idea.

Coworking space? Un’ottima idea

Sono ormai più di 10 anni che, nel mondo, si sperimenta, con diverse forme, il fenomeno dei coworking, ovvero degli spazi di lavoro condiviso. Luoghi che ospitano professionisti e start up di diversa provenienza, che all’ufficio “classico”, preferiscono un luogo di lavoro “mobile”, non strutturato, fondamentalmente più libero. All’interno di queste strutture è possibile affittare singole scrivanie o piccole stanze, condividendo gli ambienti comuni e alcuni strumenti di lavoro (modem, stampanti, fax, ecc) con altre realtà.

Il fenomeno dei coworking è nato negli Stati Uniti, più o meno nel 2005. Il vero booom, però, è iniziato un paio di anni dopo. Nel 2007, infatti, strette nella morsa della crisi economica, molte aziende hanno avvertito la necessità di tagliare i costi di gestione delle sedi. E così molti imprenditori e freelance si sono affidati ai coworking per riconquistare una scrivania.

Cerchi un coworking? Prova il Baja!

Il boom dei coworking in Italia

Visto il carattere estremamente innovativo e molto informale dei coworking, in pochi avrebbero scommesso sul loro successo in Italia, dove il mondo del lavoro appare troppo spesso ancora a logiche tradizionali. I fatti, invece, stanno smentendo i pessimisti. Negli ultimi anni, i coworking nel nostro paese stanno conoscendo un vero e proprio boom. Ormai se ne contano più di 300, con una netta prevalenza del nord (65%), Milano in testa. Ad sceglierli come loro ufficio sono soprattutto gli uomini (60%), liberi professionisti (oltre il 50%) o imprenditori (40%).

3 buoni motivi per scegliere un coworking

Ovviamente questo boom ha le sue buone ragioni. Ci sono infatti almeno 3 validi motivi per scegliere di lavorare in uno spazio di coworking.

Meno costi

Il primo è quello più pratico, ovvero l’abbattimento dei costi. Soprattutto in una città come Roma, dove affittare un ufficio in una zona comoda e centrale costa molto, optare per uno spazio condiviso consente di risparmiare diverse centinaia di euro ogni mese. Stesso discorso perle spese della strumentazione: connessione ad internet, fax, stampanti, telefono. Ma anche le bollette della luce e dell’acqua. Tutte uscite che subiscono una netta sforbiciata quando si sceglie il coworking.

Più contatti

C’è poi il tema del “network”. Lavorare in un ufficio condiviso, a stretto contatto con altre realtà, a volte simili, a volte molto diverse, amplifica notevolmente la capacità di fare rete, di creare contatti, fondamentali per incrementare il proprio business. Molto meglio che chiudersi nel proprio ufficio, in solitaria. Il coworking quindi, non è solo una scelta di “risparmio” ma addirittura un vero e proprio “investimento” in capitale umano.

Più creatività

Un discorso che può essere esteso anche al tema della produttività e della creatività lavorativa. Il contatto umano e professionale di cui sopra, fornisce continui stimoli intellettuali, che si traducono in maggior benessere del lavoratore e quindi maggiore produttività. Riflessioni, spunti, idee; quando si è contatto con altre persone e realtà tutto circola meglio e più rapidamente. E l’attività svolte ne trae sicuro vantaggio.

Open Baja, scopri tutti i servizi!

Un buon gelato artigianale a Roma? Gustalo sulle rive del Tevere

Il gelato artigianale è uno dei protagonisti indiscussi dell’Estate. Per questo, al Baja, gli abbiamo riservato un posto speciale: un carretto nuovo fiammante tutto per lui. Vieni ad assaggiarlo durante tutta l’estate. Le rive del Tevere restano sveglie per te.

Ottimo gelato artigianale a RomaIl gelato artigianale del Baja è arrivato a Roma, su due ruote

“Il carretto passava e quell’uomo gridava: gelati!”. Forse la citazione non è delle più originali, magari neanche Battisti  apprezzerebbe, ma è inevitabile, perché perfetta per celebrare il nuovo arrivato a bordo del Baja: un originale carretto dei gelati. Piccolo ma efficace, pratico, bello, caratteristico, perfettamente in tinta con i nostri colori ufficiali. Fa bella mostra di sé accanto al nostro bar, pronto a d

eliziarvi.

La cosa più importante, infatti, non è come appare fuori ma quello che custodisce al suo interno. Sotto le quattro piramidi metalliche che spuntano dal ripiano, infatti, si nasconde un gelato artigianale di altissima qualità. Pochi gusti, semplici, classici, ma che conquistano immediatamente.

Qualche amico, ospite abituale del nostro barcone sul Tevere, già lo ha provato e conferma tutto. Manchi solo tu! Vieni a provarlo, il Baja è aperto anche tutto il mese di agosto. Ogni sera, dalle 18 fino a tarda notte, puoi accomodarti all’aperto, sulle sponde del fiume, ammirare la bellezza di Roma e gustare il tuo gelato. Anche perché, oltre che buono, il gelato fa anche bene.

Scopri il Lounge Bar del Baja

Il gelato artigianale, un capolavoro che fa bene al palato e alla salute

Il gelato artigianale del nuovo carretto firmato Baja è ottimo, questo lo abbiamo già sottolineato. In più, come tutti i gelati di qualità, fa bene alla salute, per almeno 3 buone ragioni

Per prima cosa, è ricco di sostanze essenziali per il nostro corpo. A partire dalle proteine ad alto valore biologico, per continuare con i sali minerali, le vitamine con proprietà antiossidanti e gli omega 3.

In secondo luogo, è un alimento estremamente digeribile, che non appesantisce ma nello stesso tempo sazia (per questo è consigliabile anche a chi segue una dieta ipocalorica).

Infine, mette di buon umore. Il motivo è scientifico: l’alta concentrazione di zuccheri stimola una porzione di cervello che fa parte del circuito del piacere.

Vuoi organizzare la tua festa al Baja? Leggi qui!

Feste di laurea a Roma? Scegli una location davvero unica

Location per feste di laureaIl barcone del Baja, ormeggiato sulle sponde del Tevere, nel cuore di Roma, è la location ideale per la tua festa di laurea. E se un ambientazione esclusiva non ti basta, il nostro staff è a disposizione per aiutarti a rendere davvero inimitabile il giorno che ti vedrà protagonista assoluto. Ti diamo almeno 3 buoni motivi per sceglierci, 3 cose che conquisteranno tutti i tuoi amici.

Baja Roma, feste di laurea che lasciano il segno

E’ un giorno speciale, unico. Hai lavorato, hai faticato, hai sudato sui libri per anni. Ora che il traguardo è raggiunto, ti meriti una festa davvero impeccabile. Un posto bello, musica coinvolgente, buon cibo. Colori, sapori, divertimento. Il Baja ha tutto questo e anche qualcosa in più. Ha l’esclusività di un’ambientazione particolare: una vecchia chiatta portuale, completamente e attentamente ristrutturata, ormeggiata lungo il Tevere, che la culla con delicatezza. Se ti affacci alle vetrate o esci sul terrazzo, vedi Roma in tutto il suo fascino, in tutta la sua maestosità.

In tanti ti consiglieranno di festeggiare la tua laurea in una villa, in un grande ristorante all’aperto, magari in una discoteca. Tutte cose già viste e riviste. Quante volte hai partecipato ad un party del genere? Decine, probabilmente. Il Baja è diverso, ha una marcia in più. Proprio come te! Abbiamo 3 carte da giocarci per convincerti, 3 buoni motivi per organizzare la tua festa qui da noi.

Guarda la gallery fotografica del Baja

Una location che ha eleganza e personalitàFeste di laurea a Roma

Della bellezza e dell’originalità del Baja abbiamo già detto. Ma è anche una location molto elegante e, nello stesso tempo, carica di personalità. Al piano superiore, quello solitamente riservato alle feste di laurea, dominano le vetrate, che affacciano sul Tevere. Una teca cristallina che ospita una sala chic, arredata con gusto. Divanetti, poltroncine, sedie e tavolini tra cui muoversi, chiacchierare, incontrarsi, ballare. Nulla è lasciato al caso.

Un buffet raffinato, l’accento perfetto sulla tua festa di laurea

La riuscita di una festa si gioca su equilibri studiati. E’ sbagliato sia il troppo che il troppo poco. Il cibo, ad esempio,non deve mancare, ma non deve neanche essere pesante e scontato, utile solo ad appesantire i tuoi invitati. I nostri chef hanno sempre tutto sotto controllo e insieme a loro potrai studiare un menù personalizzato, capace di stupire per fantasia e bontà.

Nella cucina del Baja si utilizzano solo materie prime di alta qualità: fresche, a km0, genuine. I nostri chef le sanno assemblare ad arte: buone e belle. Nel costruire il tuo menù potrai divertirti a mettere insieme alcuni piati della tradizione romana e ricette originali e creative.

Uno staff dedicato, specializzato in feste di laurea

Vuoi idee nuove e interessanti per dare stile alla tua festa? Nessun problema, ti metteremo a disposizione uno staff di organizzazione eventi davvero in gamba. Potrai personalizzare ogni aspetto, dall’allestimento alle luci, dalla musica all’intrattenimento. Un team di ragazze e ragazzi è pronto a trasformare la tua festa in un vero evento, unico e irripetibile.

Alcuni dei nostri servizi per la tua festa:

  • food & beverage
  • light design
  • musica live o DJ set
  • composizioni floreali personalizzabili
  • trasporto in barca
  • parcheggio dedicato
  • staff eventi

 

 

 

I 5 cocktail più richiesti dell’estate

Al mare o in montagna, al chiuso o all’aperto, in compagni di amici o dividendo il tavolo con la propria dolce metà. Una cosa è certa: i cocktail sono i veri protagonisti della movida dell’estate. I trend per l’estate 2018 dicono che i più a matti sono quelli con il rum, accanto ad alcuni classici evergreen, come il Mojito o lo Spritz. Noi ve ne proproniamo 5 davvero imperdibili. 

Le tendenze dell’estate: i cocktail più amati del 2018

Freschi, colorati, accattivanti, a volte più dolci, altre volte più aspri. Ogni palato vuole il suo cocktail, ogni estate vuole le sue mode. Anche nel mondo dei bar tender esistono le tendenze. Quelle dell’estate 2018 dicono che i più amati sono i cocktail a base di rum. In classifica, però, si mantengono ben piazzati anche alcuni intramontabili classici, come il rinfrescante Mojito, o l’elegante Spritz, nelle sue molteplici versioni. Per non parlare di alcuni ritorni di fiamma, come per il fruttato Sex on the Beach.

Ai barman del Baja, però, piacciono le cose fuori dal coro, per questo hanno selezionato 5 cocktail davvero imperdibili. Un tocco di originalità per l’estate 2018.

Scopri l’offerta del Lounge Bar del Baja

Brasilian Daiquiri

Versione carioca del più classico Daiquiri. Il segreto è nella base, realizzata con la Cachaca, tipica acquavite brasiliana. E’ ottenuta dalla distillazione dello zucchero di canna. Non a caso, si serve accompagnata da lime, menta e lo stesso zucchero di canna. Dolce e rinfrescante.

Roman Mule

Se esiste il Moscow Mule, omaggio alla capitale russa, perché non deve esserci anche il Roman Mule, in onore di Roma caput mundi? Detto, fatto! Vodka Ketel One, lime, menta, sambuca e ginger beer, per un cocktail che riesce a sedurre anche i palati più esigenti.

Spritz a la madame

Rivisitazione originale di un grande classico, re dell’estate: lo Spritz. Qui accanto al prosesso c’è il liquore Chambord. Le note più aspre sono affidate al limone e all’orange bitter. L’ultimo tocco: la soda. Ricercato e molto seducente, come una vera madame.

Torna a Surrient’

Un esplosione di made in Italy. Un incontro insolito tra Jameson Irish Whisy, Bulleit bourbon, Limoncello e Amaretto di Saronno. A questo quartetto delle meraviglie si aggiungono succo d’arancia, sciroppo di zucchero e albume. Ma il tocco sublime sono le lamelle di mandorle e miele. Ricco e sublime.

Il pirata Barbanera

Ultimo ma non meno importante, un cocktail a base di rum, che evoca assalti di pirati e storie di isole lontane. Rum Gosling e Scotch Whisky, uniti all’Assenzio e al Frangelico, un liquore di origine piemontese. Servito con scorzza di arancia, che gli regala una piacevole nota amara.

I cocktail del Baja sono anche s Repubblica.it