Passione, scelte, opportunità. I 50 anni meritano più di una semplice festa

Festa di 50 anni sì o festa di 50 anni no? Mezza età o nuova giovinezza? Spesso si guarda con diffidenza l’arrivo del 50° compleanno, che invece può diventare l’inizio di una vera e propria seconda vita. E come iniziare al meglio, se non con una party indimenticabile?

Benvenuti 50 anni, il futuro non può aspettare

Lo scoccare dei cinquant’anni segna un traguardo che può generare qualche preoccupazione. Si tratta infatti della chiave di volta, del raggiungimento di quel fatidico mezzo secolo che mette un po’ tutti in crisi.

Ma proviamo a ribaltare lo sguardo. I 50 segnano anche il momento in cui dedicarsi ai sogni lasciati nel cassetto, risvegliare le proprie passioni, concedersi qualche libertà in più. Quest’età non segna affatto l’inizio della discesa verso la vecchiaia, ma piuttosto una consapevolezza maggiore, frutto dell’esperienza maturata alle spalle, con cui cominciare una nuova fase della vita.

Partiamo dunque da un assunto semplice: a cinquant’anni non si ha voglia di lasciare che il tempo, i momenti, le emozioni scorrano nella totale indifferenza. Si tratta di un’età in cui ogni occasione deve essere colta al volo e vissuta intensamente, apprezzandone anche e soprattutto i lati inaspettati.

In fondo, non dovrebbe essere proprio questo il punto di vista da adottare in ogni momento della propria vita?

 

Buffet festa 50 anni
Un buffet curato e personalizzato per la tua festa di 50 anni

Primo passo: una festa indimenticabile per i tuoi 50 anni a Roma

Una nuova giovinezza non può che cominciare con una festa dei 50 anni unica ed indimenticabile. Tema, location, design e buffet sono aspetti fondamentali per stupire gli invitati e godersi a pieno l’inizio di una nuova vita.

Il main theme del party 

Classico, stravagante, sobrio, eccentrico. Ognuno di noi lega questo appuntamento a un determinato stile, frutto della propria personalità. E’ fondamentale che la scelta ricada su una tipologia che faccia sentire a proprio agio sia il festeggiato che gli invitati. Le possibilità variano da un classico party con musica, drink e buffet a una prelibata cena gourmet. Dare libero sfogo ai propri desideri e alla fantasia, senza la paura di risultare fuori tempo: mai come in questo caso, non è mai troppo tardi!

Il colore giusto

Le feste dei 50 anni sono quelle in cui si fa maggiormente attenzione al colore. L’ambito cromatico, che sia singolo o multiplo, deve essere scelto dal celebrato. Partendo dal colore preferito è possibile stilare una palette di toni e cromie. Se il colore preferito è il viola, ad esempio, toni di lilla, viola, bordeaux, rosa shocking e rosa confetto in tutte le loro sfumature saranno perfetti per dare un tocco di stile a tovaglie, tovaglioli, piatti, posate, addobbi e particolari d’abbigliamento del festeggiato e degli invitati.

Una selezione food& wine appropriata

Se il tema della festa è è casual, si può optare per un buffet di finger food, aperitivi, spiedini, panificati di vario genere, torte salate che potranno essere gustati servendosi personalmente con piattini e tovaglioli di carta, in maniera pratica e semplice. Se invece la festa è improntata nello stile di una celebrazione più elegante,è opportuno allestire un buffet con servizi dei camerieri che potranno servire, a richiesta, gli invitati offrendo eleganti cibi gourmet e portate al cucchiaio. In entrambi i casi la presenza di un sommelier è senza dubbio un tocco di classe originale e ad effetto.

 

Baja Roma per feste private
L’elegante piano del Baja dedicato alle feste private

La location più esclusiva per la tua festa di 50 anni a Roma

La tua festa di 50 anni a Roma può trovare la sua raffinata cornice proprio nei locali del Baja, un elegante barcone ormeggiato lungo il Tevere. Una location raffinata, una cucina gustosa e ricercata, uno staff professionale e tanti servizi dedicati per rendere unico il tuo party. Curiamo tutto fin nei minimi dettagli: il cibo e le bevande, la musica (live o DJ set), le composizioni floreali, il light design. Inoltre, se vuoi puoi anche riservare il Baja solo per te e i tuoi amici. Lasciati consigliare dai nostri event planner e non preoccuparti di nulla: l’organizzazione della tua festa di 50 anni sarà semplice e unica.

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Location per matrimoni

Le 5 regole del matrimonio perfetto

Dopo aver deciso la data del giorno più importante della propria vita, l’organizzazione dell’evento scatena mille idee e dubbi. Come dar forma a tutti i desideri e creare il matrimonio perfetto? Una sfida che può rivelarsi più semplice del previsto, soprattutto se si seguono queste 5 semplici regole da seguire nella preparazione.

1 – La scelta della location del ricevimento

Che sia matrimonio civile o religioso, dal ricevimento non si scappa! Il primo, fondamentale passo è individuare la location per matrimoni che più si adatta alle vostre esigenze. Dalla villa immersa nel verde al ristorante di lusso in città, il luogo dell’evento deve saper accogliere in pieno la vostra idea. Un fattore spesso sottovalutato è, ad esempio, la vicinanza tra la location del ricevimento e quella della cerimonia: l’effetto carovana è davvero poco elegante. Se la messa o il rito civile si svolgono in centro, è consigliabile scegliere un luogo non troppo distante. Amici e parenti ringrazieranno!

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2 – Il supporto di un wedding planner

L’organizzazione del matrimonio non è cosa semplice. Per essere certi di curare ogni dettaglio, è consigliabile rivolgersi a un esperto del settore. Il wedding planner è la figura dedicata alla progettazione di tutte le fasi del grande giorno. Il matrimonio deve essere un evento indimenticabile: vale la pena rivolgersi ad un professionista per far sì che ve lo godiate al massimo dell’intensità, assieme alla persona amata. È  auspicabile che questa figura faccia parte dello staff interno della location prescelta, così che abbia una conoscenza approfondita dell’ambiente in cui opera.

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3 – La musica dal vivo (ma senza infastidire)

Il grande giorno è, per antonomasia, ricco di emozioni e sensazioni. La musica durante il matrimonio ha il potere di rendere unico ogni momento della giornata, sia alla cerimonia che al ricevimento. Un cantante o un gruppo musicale dal vivo può fare la differenza in termini di qualità dell’evento. L’effetto scenico è assicurato, e gli invitati saranno allietati e coinvolti nella festa.

4 – Food & beverage selezionato

Grandi protagonisti dei matrimoni sono, senza dubbio, i menù. Per un ricevimento unico è fondamentale costruire il pranzo o la cena scegliendo accuratamente piatti buoni, gustosi e belli da vedere. Cercate di prediligere prodotti di qualità, possibilmente biologici e a km 0, magari raccontando brevemente la loro storia su una brochure posta sulla tavola. Attenzione alla selezione dei vini: un abbinamento vincente tra cibo e bevanda è un tratto originale e solitamente poco curato.

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5 – Un effetto speciale, per stupire gli ospiti

Un colpo ad effetto. Spezzare l’ordinaria amministrazione con una sorpresa che stupisca gli invitati e, perché no, il neo sposo o la neo sposa. Un ballo con coreografia, un gruppo di palloncini colorati liberati nell’aria, uno spettacolo di fuochi d’artificio, oppure, se il luogo del ricevimento lo consente, un arrivo scenografico con la barca o con la carrozza. Lasciate a bocca aperta gli invitati, liberate la fantasia e rendete il vostro matrimonio un giorno unico non solo per voi, ma per tutti i partecipanti.

Un matrimonio pieno di sorprese: le opportunità del Baja

Il canottaggio a Roma, uno sport appassionato sulle sponde del Tevere

Il canottaggio è uno sport molto praticato nella Capitale, con decine di appassionati che ogni giorno solcano le acque del biondo Tevere, vogando con forza e intensità. Un breve ma interessante articolo per ripercorrere le origini di questa nobile attività sportiva e le particolarità del canottaggio a Roma.

Le origini del canottaggio

Nonostante le gare tra imbarcazioni siano una tradizione con radici secolari, il canottaggio come disciplina sportiva è di epoca più recente ed ha origini anglosassoni. E’ ancora una volta l’Inghilterra, dunque, a fare da precursore nell’ambito della creazione di uno sport che si diffonderà poi in tutto il mondo.

Gli “amateur oarsmen”, l’aristocrazia del remo

In Inghilterra già agli inizi del XVII secolo era usanza svolgere gare annuali tra i barcaioli del Tamigi. Si trattava di competizioni di nicchia, snobbate dai ceti superiori in nome della più assoluta e rigida avversione inglese per lo sport professionistico. Solo dopo le guerre napoleoniche compaiono oltre Manica gli “amateur oarsmen”, quei canottieri dilettanti che con il loro elitarismo raffinato hanno fatto la fortuna di questo sport. L’aristocrazia del remo,infatti, viene dalle università ed assume le sembianze dei rampolli dei college, che in breve tempo sarebbero diventati i membri dei club esclusivi. I giovani aristocratici delle università di Eton, Oxford e Cambridge fondano nel 1817 il Leander Club, il più antico e glorioso circolo remiero del mondo, nei cui locali è maturata la mitica rivalità tra gli equipaggi di Cambridge e Oxford che ogni anno, dal 1829, si scontrano in una sfida tra i due migliori equipaggi dei rispettivi atenei.

Il canottaggio in Italia e le sue leggendarie radici troiane

Le gare remiere nella penisola italiana sono tradizione antica, risalente secondo la leggenda all’epoca dei Troiani che, dai loro mari lontani, avrebbero importato la pratica delle gare acquatiche. Il remo, peraltro, è stata un’invenzione dei nostri antenati che, vogando per motivi tutt’altro che sportivi, hanno saputo nobilitare l’uso di un semplice pezzo di legno terminante con una pala. I romani, i genovesi, i veneziani furono grandi rematori, e proprio agli abitanti della “Serenissima” è attribuita l’invenzione del termine “regata”, derivante dall’uso di mettere in riga le imbarcazioni per la partenza. Per la nascita del canottaggio moderno, invece, si dovrà aspettare la seconda metà del XIX secolo, a causa del perdurare delle guerre d’indipendenza: la prima manifestazione agonistica porta la data del 16 luglio 1865 a Torino. Nonostante la storia assegni alla Canottieri Limite, nata nel 1861, il diritto di primogenitura, al Po spetta il titolo di culla del canottaggio italiano e proprio le sue sponde ospitano la prima sede della Fédération Internazionale des Société d’Aviron (FISA), istituita a Torino il 25 giugno 1892.

 

Dal Tamigi al Tevere, il canottaggio a Roma

La storia del canottaggio romano va in scena lungo le sponde del Tevere, dove questa disciplina si arricchisce di aneddoti prestigiosi e cronache autorevoli, accompagnate dall’affetto sincero ed autentico che ha legato e lega tuttora intere generazioni di romani alle acque tiberine.

Scopri di più sul legame tra Roma e il Tevere

Nuotatori, canottieri o barcaroli?

Alla fine del XIX secolo le rive del Tevere ospitano una composizione sociale eterogenea e variegata. Accanto alle eleganti e raffinate sedi delle prestigiose società remiere, si trovano gruppi di ragazzi provenienti dai ceti meno abbienti e noti come i “fiumaroli tiberini”. Il Tevere è un fiume articolato e complesso non solo dal punto di vista idrogeologico, ma anche nella sua atmosfera che mescola l’atmosfera esclusiva della storia della città con la tradizione popolaresca. Il vero fiumarolo rivendica e precisa la sua identità: né canottiere, né nuotatore, ma personalità sfrontata e poliedrica. Il barcarolo romano è un personaggio sui generis: pescatore per passione, salvatore occasionale di vite umane, nuotatore solitario abituato a lunghe traversate nel Padre Tevere.

L’attività remiera sulle sponde del fiume biondo

Dai medioevali editti papali, fino alle più recenti ottocentesche ordinanze , il rapporto del cittadino romano con il suo fiume è stato sempre, il rapporto del cittadino romano con il suo fiume ha trovato sempre astio, in nome della pubblica sicurezza e del decoro. Vietate, più o meno drasticamente, la balneazione e soprattutto l’immersione a fiume, l’ultima e unica alternativa possibile per un contatto diretto col Padre Tevere restava il remo, da guidare soli o magari in compagnia di una signora distinta e raffinata, oppure da domare contro corrente insieme a due, quattro, otto compagni. Il XX secolo inaugura la modernità di una pratica che si è evoluta nello stile e nella tecnica, segnando il suo passaggio da antica tradizione a disciplina ideale, contemplata nel novero degli sport olimpici. Dagli anni ‘20 del Novecento la voga costituisce un veicolo preferenziale per l’accesso ad un’attività fisica che è insieme uno sport moderno ed una pratica secolare, nobile, mondana ed esclusiva.

Elegante, esclusivo, raffinato: il canottaggio sul Tevere oggi

Ad oggi le sponde del Tevere ospitano numerosi circoli canottieri, che si distinguono per eleganza, raffinatezza ed esclusività. Nei circoli romani sono cresciuti diversi campioni del canottaggio nazionale ed internazionale del secolo scorso. Tanta acqua è passata sotto i ponti del Tevere dalla fondazione dei primi circoli alla fine del XIX secolo, ma sono immutati i valori che animano le loro attività: passione, rispetto, amore per lo sport. Con migliaia di iscritti e centinaia di giovani atleti, i circoli canottieri romani sono una realtà radicata ed affermata della città eterna: luoghi che sposano a pieno il legame indissolubile di Roma e dei romani con le acque tiberine.

Scopri il mondo del Baja, l’esclusivo ristorante ormeggiato sul Tevere

Piano superiore del Baja a Roma

Spazi di coworking, istruzioni per l’uso

Il coworking (o co-working), è ormai un fenomeno affermato, nel nostro Paese come in tutto il mondo. Uno spazio messo a disposizione di una pluralità di professionisti o aziende per lavorare “sotto lo stesso tetto”. E magari conoscersi meglio, scambiarsi idee, avviare collaborazioni. Il coworking, infatti, se usato bene, può essere molto di più che un semplice studio condiviso. 

Condivisione dello spazio di lavoro, all’insegna della sostenibilità

La sostenibilità è l’essenza del coworking. Condividere spazi, strumenti di lavoro e aree relax significa ammortizzare i costi e sprecare meno energia. Nonostante non sia la soluzione ideale per tutte le aziende, il coworking è una formula molto attraente per i freelance, i proprietari di piccole attività, i telelavoratori, i liberi professionisti o le persone spesso in viaggio per lavoro. Chi sceglie il coworking è un lavoratore innovativo, tecnologico e socievole che vede il proprio impiego come un’esperienza dinamica, non una routine quotidiana. Per sfruttarne tutto il potenziale, però, è bene sintonizzarsi sulla giusta “linea d’onda” e non utilizzarlo solo con un luogo “dove si lavora”.

Open Baja, il coworking sul Tevere

Connettere professionalità, business, iniziative e progetti

La cosa più importante, quando si sceglie di lavorare in un coworking, è entrare nell’ottica di idee che si sta scegliendo la via della condivisione. Non solo di uno spazio fisico, ovviamente, ma anche delle conoscenze e dei progetti. Gli spazi come Open Baja ti portano a tessere possibili collaborazioni su nuove attività e strategie, ti mettono in contatto con altre professionalità e occasioni di business. Uno spazio fluido, dinamico che permette di costruire nuove opportunità e di lavorare in un ambiente stimolante e attivo a 360°.Il mondo del lavoro nel presente, con uno sguardo al futuro.

Puntare dritti al risultato

Più autonomia sul lavoro significa un maggiore orientamento verso i risultati, invece dell’essere limitati alla classica relazione capo-dipendente a cui molti sono abituati. Una tendenza che si traduce in un focus maggiore sugli obiettivi e nello sviluppo di un ambiente produttivo senza lo stress dagli orari d’ufficio standard. Anche le aziende, oltre che i lavoratori autonomi, hanno dimostrato molto interesse per questi spazi di lavoro condivisi, e ogni giorno ne nascono di nuovi.

Regalarsi flessibilità e comfort

La flessibilità e la gestione indipendente degli orari di lavoro sono vantaggi fondamentali di lavorare in coworking. Ma non bisogna dimenticare che ogni ufficio condiviso che si rispetti è dotato di vari tipi di comfort e aree relax, che è bene saper sfruttare. Wi-fi a disposizione, postazioni di lavoro comode e funzionali, luminosità, piccola caffetteria e possibiltà di organizzare riunioni, meeting, proiezioni o eventi sono gli ingredienti fondamentali di un coworking ideale.

Leggi anche –> Perché a Roma il coworking è una buona idea

Le 5 regole fondamentali per un evento corporate unico

Per organizzare un perfetto evento corporate si deve essere aggiornati sulle novità e le ultime tendenze del settore. Dalla location al food & beverage, tutto deve essere studiato e perfetto. L’obiettivo è trasmettere l’immagine di un’azienda capace di stare al passo con i tempi e di conquistare menti e cuori. Vediamo insieme le 5 regole fondamentali per un evento corporate speciale in ogni dettaglio.

L’azienda al centro (ma non troppo): il ruolo del brand

Il primo step per pianificare un evento di successo è definire un brief accurato che evidenzi gli obiettivi e il target. Prima che un evento, è una scelta aziendale. Non si tratta di organizzare un semplice happening: si deve lavorare con il marchio dell’azienda, inserendolo strategicamente all’interno del tema dell’evento e assicurandosi che gli ospiti comprendano a pieno la vision aziendale. Nello stesso tempo, però, questa presenza deve essere discreta, non pesante, non invadente, altrimenti rischia di ottenere l’effetto opposto. La chiave è l’equilibrio.

Baja Roma – Una location perfetta per eventi corporate

La scelta del luogo: una location esclusiva ed originale

Quando si sceglie la location di un evento occorre effettuare un’accurata selezione in base alle proprie esigenze. Per creare un’esperienza che resti impressa si devono stupire i partecipanti con un’atmosfera unica, raffinata, elegante. La cura del luogo scelto, però, non deve spingersi fino al punto di renderlo freddo, troppo perfetto. Anche in questo caso bisogna bilanciare le diverse esigenze, per accogliere gli ospiti con calore. Infine, la location deve essere personalizzata e rispondere esattamente alle esigenze del marchio e dell’evento.

Il palato vuole la sua parte: food & beverage di qualità

La qualità del food & beverage offerto agli ospiti gioca un ruolo predominante nella creazione un evento corporate unico. Il menu presentato deve essere innovativo, sempre nel rispetto della tradizione, con materie prime di qualità. I piatti devono deliziare gli ospiti in termini di sapore e di aspetto. Gli elementi di sorpresa, come ad esempio la creazione di un drink o di un piatto appositi per l’evento, possono essere decisivi per stupire i partecipanti.

Eventi corporate al Baja. Scopri cosa abbiamo da offrirti!

Tutti protagonisti: generare engagement

Un elemento spesso trascurato dalle aziende è creare partecipazione. Ogni evento corporate che si rispetti è costituito da tre fasi fondamentali: pre-evento, evento e post-evento. Gestire il contatto con i collaboratori o potenziali clienti durante l’evento è importante come la scelta della location e degli altri aspetti organizzativi. Nel corso di un evento aziendale è importante prendersi cura degli ospiti e fare in modo che si sentano a proprio agio. Se l’obiettivo è principalmente rafforzare il senso di appartenenza dei propri dipendenti e consolidare l’adesione ai valori aziendali, è importante trasmettere un’immagine positiva del brand e offrire un’esperienza gratificante. Se invece si tratta di un’occasione importante per lanciare un messaggio ai propri clienti o a coloro che potrebbero diventarlo in futuro, può essere utile la presenza di gadget promozionali, omaggi graditi che consentono di elevare la popolarità del brand.

Tecnologia e innovazione

I social network sono fondamentali nel coinvolgimento del pubblico e nella pubblicizzazione dell’evento. Ma il nuovo millennio impone nuove sfide, anche nell’organizzazione dei corporate event. Sono sempre più diffusi i software in grado di connettere i partecipanti e offrire esperienze multimediali e interattive che rendono l’evento divertente, sociale e memorabile. Non solo interazione: tra le tendenze tecnologiche più avanzate troviamo quella dei braccialetti RFID (Radio-Frequency IDentification: identificazione a radiofrequenza). Attraverso il dispositivo RFID, l’organizzatore dell’evento può tracciare i movimenti dei partecipanti per monitorare i flussi e registrare l’interesse dei partecipanti attraverso il numero o la durata delle visite. Non meno interessante è anche il software per il riconoscimento facciale, che si prevede inizierà a svilupparsi nel mercato della tecnologia mobile a partire dal 2019 con Apple e Samsung. La lettura facciale consentirà di carpire le emozioni individuali o di gruppo misurando le espressioni, oppure registrare lo stato di attenzione di un pubblico e aiutare a capire cosa motiva e attira la curiosità della platea.

Lunch break: le sane abitudini per la pausa pranzo

I pasti consumati durante la giornata spesso risentono dei ritmi frenetici del lavoro, con il rischio conseguenze negative in termini di forma fisica e tranquillità interiore. Alcuni semplici consigli possono contribuire a rendere il lunch break, ovvero la pausa pranzo,  un’occasione per contribuire al proprio benessere.

Pausa pranzo: istruzioni per luso

Numerosi studi scientifici evidenziano l’importanza della pausa pranzo. Saltarla, accorciarla o, peggio, trascorrerla di fronte al pc è dannoso sia dal punto di vista psicologico cheda quello fisico. Un errore che si paga caro, in termini di  concentrazione, produttività, energia. Non è necessario che il break di metà giornata sia particolarmente prolungata ma, appunto, che diventi un appuntamento intoccabile e che segua alcune indicazioni fondamentali.

Lontano da smartphone e tablet

Punto primo: durante la pausa pranzo bisogna staccare per davvero. Per archiviare momentaneamente ansie e scadenze, quindi, è bene evitare di controllare smartphone e tablet. Solo così mente e corpo possono realmente riposarsi e prepararsi alle successive ore di lavoro. Consigliato, invece, è concentrare durante il lunch break le chiamate ad amici e familiari, che durante l’orario di lavoro sarebbero inopportune. far fruttare i minuti di pausa per risolvere qualche piccola situazione personale può aiutare a liberare la mente dalle fatiche dell’ufficio e della propria attività.

Pranzo con i colleghi si, ma senza parlare di lavoro

Seconda regola: vietato parlare di lavoro. Spesso si trascorre la pausa pranzo con i colleghi ed inevitabilmente si parla di tutte le peripezie della mattinata in ufficio. L’importante è, però, che questa pratica non diventi un’abitudine. E’ indispensabile, infatti, ritagliarsi dei momenti di pausa assoluta dal lavoro e approfittarne per socializzare e conoscere meglio le persone che ci circondano scambiandosi idee sugli argomenti più vari.

Attività fisica, non per forza in palestra

Terzo consiglio: un po di movimento. La pausa pranzo può essere un buon momento anche per dedicarsi all’attività fisica. I più sportivi possono andare in palestra o a correre nelle zone vicino al luogo di lavoro. Chi non ne ha il tempo o la possibilità può,invece, concedersi una passeggiata di qualche minuto, anche solo per guardare le vetrine dei negozi o prendere un caffè al bar. Il movimento può essere molto utile a resettare la mente e tornare alla scrivania più determinati e positivi che mai.

 

L’alimentazione nella pausa pranzo: combinare leggerezza e gusto

Trattandosi di una pausa pranzo, non si può prescindere da un’accurata scelta del cibo. In pausa pranzo le persone spesso rivelano le abitudini alimentari più stravaganti e curiose, ma non sempre corrette. C’è chi salta il pasto, chi si nutre solo di frutta secca. Poi ci sono i crudisti, i vegani o i fanatici della dieta iperproteica. Ma chi di loro ha ragione? E soprattutto: è possibile combinare leggerezza e gusto? La risposta è sì. Non solo è possibile, ma è assolutamente consigliato.

Piatto unico, equilibrato e nutriente

La prima regola per una pausa pranzo sana è scegliere un piatto unico, equilibrato e nutriente, che contenga carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Molto nutrienti e gustose, per esempio, sono le insalate di cereali o di pasta con verdure di stagione, carni bianche e povere di grassi, oppure gamberetti, tonno, uova sode. In alternativa si possono tentare le insalate di legumi, come ceci, lenticchie o fagioli, e ortaggi di stagione accompagnati da pane integrale: un pasto ricco di proteine vegetali e fibre capace di ricaricarci senza appesantirci.

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Ricaricarsi rispettando la dieta

Per chi sta seguendo una dieta, il consiglio principale è di iniziare il pasto con un’abbondante porzione di ortaggi di stagione. Meglio crudi e conditi con olio extravergine d’oliva, poco sale, un po’ di succo di limone e una spolverata di erbe aromatiche. Le verdure crude, essendo croccanti e colorate, hanno il potere di soddisfare palato e vista. In questo modo si consuma una minore quantità di macro-nutrienti, come carboidrati, proteine, grassi, e, inoltre, si ottiene la giusta ricarica di acqua e sali minerali.

La frutta, valida alternativa del dolce

Come viene insegnato sin da piccoli, se dopo pranzo abbiamo ancora un po’ di fame vuol dire che abbiamo mangiato il giusto. Se proprio si volesse soddisfare anche l’ultimo desiderio, al posto del dolce è sempre meglio la frutta. Un’abitudine che vale per tutti, non solo per chi vuole perdere qualche chilo. Il “dolcetto” dopo pranzo è un vizio che si paga caro: la digestione diventa lunga e laboriosa e il lavoro pomeridiano ne risente.

Roma e il Tevere, una storia di amore infinito

Non si può pensare a Roma senza pensare al Tevere. Il rapporto tra il fiume “biondo” e i Romani è simile a quello tra padre e figli. Il Tevere è un genitore che ha elargito le risorse della vita, permettendo la nascita e lo sviluppo della città eterna. Storia, natura, romanticismo si fondono lungo le sue sponde di rara bellezza.

Il Tevere nella storia di Roma

Quale romano che si rispetti non si sente a casa alla vista delle acque del Tevere? La sensazione avvolgente che il panorama del fiume dona al primo sguardo è difficilmente spiegabile a parole. Ma quanto conosciamo l’importanza del “biondo” fiume nella storia della città?

Anima e linfa della città eterna

Il Tevere è stato l’anima di Roma fin dalla sua nascita. E difficile credere che, in assenza di questo prezioso corso d’acqua, la  città eterna avrebbe avuto lo stesso percorso storico.Il Tevere fu per i Romani elemento di vita in tutti i sensi: assicurava l’acqua per la sopravvivenza, era via di comunicazione primaria ed era elemento di difesa. Anche la morfologia dell’area su cui sorse la città è attribuibile al fiume: i famosi sette colli, dove nacquero i primi insediamenti umani, furono modellati dall’erosione fluviale su antichi altipiani vulcanici.

Il “biondo” tra mito e realtà

Il fatto che l’esistenza stessa di Roma sia strettamente legata al Tevere è descritto già dalla prima scena della leggenda di fondazione. Romolo e Remo sono nella cesta, arenati sotto il ficus ruminalis, e succhiano il colare zuccherino dei frutti, in attesa di una vera poppata. Il mito narra che fu Enea, il celebre eroe profugo da Troia in cerca di una patria, a giungere nella zona dove sarà fondata Roma, proprio risalendo la foce del fiume che allora era noto come Albula. Il fiume fu poi chiamato Tevere, probabilmente in onore di una divinità fluviale o un Re chiamato Tiberinus.

I Romani erano profondamente coscienti dell’importanza del fiume e hanno amato il loro Tevere fino a mitizzarlo e a considerarlo uomo vivo. In numerosi monumenti e nelle bellissime fontane di Roma spesso si nota una figura imponente, un vecchio dalla lunga barba bianca, appoggiato ad un’anfora con accanto un remo, una cornucopia e due gemelli allattati da una lupa. E’ lui l’antico Tevere, saggio, artefice e patrono della Roma “Caput Mundi”.

Al di là del mito, sappiamo che il fiume fu utilizzato sin dalle origini della città e che gli abitanti si preoccuparono sin da subito di avviare una serie di interventi per sfruttarlo nel miglior modo possibile.

I muraglioni e il fiume oggi

Gli abitanti di Roma, dunque, hanno sempre avvertito la necessità di trovare una soluzione efficace per “governare” il fiume e proteggere la città dal pericolo delle alluvioni. Questi eventi si verificavano più volte l’anno, a causa delle piene ordinarie, provocando esondazioni lungo i fossi, le marane e le fognature. In alcuni casi erano di grande entità, come le inondazioni del 1598 e del 1870, in altri più modeste, come quelle che il poeta Gioacchino Belli chiamava “acquetta”.

La necessità di controllare le piene portò alla progettazione dei “muraglioni”, la cui realizzazione, tra fine Ottocento e inizio Novecento, ha interessato le rive del tratto urbano centrale, creando le sponde per come le conosciamo oggi. Nonostante l’allontanamento “fisico” tra i romani e il Tevere, dopo più di duemila anni vissuti praticamente in simbiosi, il legame tra il fiume e la città  non si è mai spezzato.

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Arte, cinema e segreti: una passeggiata sul Tevere dalle tante sorprese

Una serata romantica o una visita culturale, una corsa o un pomeriggio di relax, un tramonto o un drink lungo la riva. Concedersi un momento intimo con il Tevere è un must per chi abita o visita la città. Vi proponiamo qui un piccolo itinerario alla scoperta dei segreti del “biondo” fiume.

L’isola Tiberina, l’isola più piccola abitata al mondo

Piccolo e suggestivo borgo che sorge in mezzo al letto del fiume, l’isola Tiberina appoggia su eleganti rocce e offre scorci inediti sulla città eterna. L’isola è lunga poco più di 300 metri, larga meno di 90 ed è collegata alle sponde del Tevere tramite ponte Cestio e ponte Fabricio. La storia dell’isola è ricca di leggende e aneddoti, findalla sua origine, probabilmente legata alla cacciata da Roma dell’ultimo re etrusco, Tarquinio il Superbo. Il suo storico utilizzo sfruttava l’isolamento dalla città ed era focalizzato sulla quarantena per le persone malate, come testimoniato dal tempio del dio medico Esculapio. Non tutti sanno che, proprio dai blocchi di pietra del tempio, sgorga una fonte miracolosa che i Romani hanno sempre creduto potesse guarire le malattie. L’isola, nel corso dei secoli, ha conservato inalterata la sua vocazione di assistenza ai malati, con l’istituzione, nel 1582, dell’Ospedale Fatebenefratelli, attivo ancora oggi. Il lento ma perpetuo scorrere del fiume abbraccia dolcemente l’isola Tiberina e ci accompagna alla scoperta di uno dei posti più suggestivi ed unici di Roma, non a caso scelto in più occasioni come set cinematografico per pellicole famose come “Aprile”, “Nell’anno del Signore” e “Il conte Tacchia”.

Tevere e cinema: un raffinato set naturale

Tevere e cinema, macchine da presa e set. Non solo l’isola Tiberina, l’intero fiume che attraversa la Capitale è una location importante per il cinema italiano dagli albori ai giorni nostri. Proprio lungo le sponde del biondo Tevere sono state girate scene di celebri film. Da Corso Francia a ponte Milvio per “Tre metri sopra al cielo”, poi ponte Duca Amedeo d’Aosta per “Ladri di biciclette”, ponte della Musica per “Lo chiamavano Jeeg Robot”, ponte Regina Margherita  per “Mignon è partita”. infine Castel S. Angelo per “Accattone” e “Poveri ma belli”.Ogni anno, durante la “Festa del Cinema” di Roma, vengono organizzate gite a tema alla scoperta del profondo legame tra il “biondo” fiume e la cinepresa.

I circoli remieri: eleganti presidi di tutela del fiume

Nati lungo le sponde del Tevere tra l’unità d’Italia e le due guerre, i cinque circoli storici di canottaggio(Aniene, Lazio, Roma, Tevere Remo e Tirrenia Todaro) rappresentano eleganti presidi di tutela del fiume, che possono essere visitati su prenotazione. I prestigiosi circoli sono avversari sull’acqua ma uniti e solidali nella manutenzione degli argini e nella valorizzazione dell’identità del Tevere. I circa cinquemila soci vivono il fiume ogni giorno e lo percorrono con le loro imbarcazioni tra l’Acquacetosa e l’isola Tiberina. Proprio da un progetto dei circoli nasce l’idea di un museo del Tevere per raccontare la storia del fiume. Se è vero che le sponde del Tevere sono, di per sé, un museo a cielo aperto, l’obiettivo di questo progetto è istituire un luogo che racconti la storia leggendaria del “biondo” ma anche il lato più quotidiano: i mestieri, le tradizioni, i rituali, la storia, la flora, la fauna, le attività sportive e ricreative. Il racconto del fiume si snoderà come una vera e propria sceneggiatura in grado di miscelare linguaggi tradizionali, come pannelli e foto di grande formato, con tecnologie digitali interattive. Al momento però si è ancora alla ricerca di una sede adeguata:  tra le ipotesi più suggestive, l’ Arsenale pontificio di Porta Portese e l’ ex dopolavoro delle Poste sul lungotevere Flaminio.

Il brunch sul Tevere, il più esclusivo appuntamento delle domenica

Alla scoperta del brunch, tra origini antiche e nuove tendenze

Il termine inglese “brunch” indica un pasto particolarmente abbondante, da consumare a metà mattinata, tra le undici e l’una. Una sorta fusione tra colazione e  pranzo, che abbina cibi sia dolci che salati, bevande  calde e fredde. Di tradizione anglosassone, negli ultimi anni il brunch si è diffuso anche in Italia. Scopriamo insieme le origini di questa antica tradizione e le nuove tendenze che rendono un brunch unico.

Buffet brunch bajaCos’è il brunch?

Alzi la mano chi non ha fatto un brunch? Probabilmente nessuno, soprattutto tra i più giovani.Il brunch è ormai un’abitudine ricorrente, un apprezzato modo per uscire, stare in compagnia e mangiare buon cibo. Non tutti però conoscono le origini e la tradizione di questo pasto particolare, importato dall’Inghilterra. La storia del brunch, poco conosciuta, è invece particolarmente curiosa e interessante.

Le origini del termine

Il rito del brunch è nato nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento. Nell’incantevole campagna inglese, giovani nobili e borghesi rampanti organizzavano grandi buffet nelle ville dopo le battute di caccia domenicali. L’usanza venne ripresa dallo scrittore Guy Beringer, che nel 1895 pubblicò l’articolo “Brunch: A Peal” sull’ Hunter’s Weekly, una rivista di appassionati di caccia. Fu lui a coniare ufficialmente il termine “brunch. Beringer esaltava questa tradizione come un momento di allegria e socievolezza, “che mette di buon umore scacciando le preoccupazioni e le ragnatele della settimana”. Il brunch, alle origini, indicava la colazione ideale per la domenica mattina, dopo gli stravizi del sabato notte. La parola, non a caso, nasce dall’unione di breakfast (colazione) e lunch (pranzo).

Alcuni esempi di buffet del brunch

Esistono varie tipologie di brunch, che di norma si distingue per un buffet ricco e variegato, sia per la parte dolce che per la parte salata.

Tra i prodotti tradizionalmente serviti si trovano: uova strapazzate e bacon, bagels farciti con formaggio spalmabile e salmone affumicato, pancake, pane tostato con burro e marmellate, yogurt, frutta fresca, muffin, cupcake e brownies.Tra le bevande più diffuse vi sono caffè, cappuccino, tè, succhi di frutta, ma anche birra, vino o spumante, o magari un cocktail leggero come il Bloody Mary o lo Spritz.

Il brunch spesso si adatta all’estro di chi lo prepara o ai prodotti tipici del luogo. Non è raro, dunque, trovare una ricca proposta di arrosti di carne, aringa affumicata, gamberetti, insalate miste, pasta, formaggi e salumi. E ancora: biscotti, torte, gelato, frutta sciroppata. Insomma, chi più ne ha più ne metta, l’importante è variare.

Scopri il brunch del Baja

Brunch e happy hour: analogie e differenze

Troppo spesso si tende a  confondere il brunch con l’happy hour, e a usarli come sinonimi. Entrambi sono tendenze ormai affermate anche in Italia e rappresentano una grande attrattiva per il pubblico, da proporre con gusto e originalità.. Sono però due fenomeni di costume molto differenti.

L’orario e il servizio

La prima differenza è nell’orario: il brunch si riferisce alla tarda mattinata, l’happy hour è solitamente servito tra le 18:30 e le 21. Durante i brunch vengono serviti piatti curati e originali, che possano invogliare e sorprendere il cliente. Il buffet è ricco e adatto a ogni esigenza. L’allestimento della location è scrupoloso, con accurata preparazione di ogni dettaglio del servizio.

L’happy hour, invece, è più informale. I prodotti da offrire sono scelti in base alla tipologia del locale, della clientela e della stagione. Viene posta maggiore attenzione sui drink, con un’ampia scelta di cocktail sfiziosi e innovativi, oltre ai grandi classici, mentre il buffet è leggero ma gustoso.

L’intrattenimento

L’atmosfera del brunch è tipicamente rilassata, perfetta per piccole iniziative come mostre fotografiche o meeting aziendali. L’happy hour, invece,è adatto per eventi  con musica dal vivo o serate a tema. Accanto alle occasioni festive tradizionali, spesso è ispirato da ricorrenze commerciali, come la Festa di San Patrizio o Halloween.

 

Tre elementi per un brunch unico

Terminiamo il nostro viaggio alla scoperta di questo importante trend gastronomico scoprendo alcuni elementi che lo rendono unico: location, atmosfera e buffet.

L’orario mattutino del brunch lo rende perfetto in una location esclusiva, raffinata, luminosa e con ampio panorama che esalti le caratteristiche della città e della prima parte della giornata.

Cura dei dettagli e ambiente cordiale sono due elementi fondamentali . L’atmosfera deve essere avvolgente ma discreta, adatta anche alla clientela più esigente. D’altronde il brunch è, prima di tutto, una pausa di relax e piacere.

Il vero protagonista, però, rimane il cibo. Una tradizione gastronomica non può prescindere da un accurato food & beverage, che deve presentare sia piatti eleganti, originali e gustosi per tutte le esigenze, sia un’ampia selezione di bevande calde, fredde e drink raffinati.

Scopri l’esclusivo brunch domenicale del Baja, nel cuore di Roma

 

 

Vuoi organizzare un matrimonio diverso? Affidati alle Event Manager del Baja

Scegliere il Baja per il proprio matrimonio significa davvero regalarsi un evento inimitabile, personalizzato al 100%. Il nostro team di Event Manager, infatti, è pronto a soddisfare ogni richiesta e ad accompagnare gli sposi lungo una giornata da sogno, che rispetti in pieno i loro desideri. Dall’allestimento, al buffet, dalla musica, all’intrattenimento, tutto sarà impeccabile.

Matrimonio a RomaAmore a prima vista

Dalla prima visita fino ai saluti finali. Chi festeggia il proprio matrimonio al Baja sa di poter contare su uno staff che lo segue passo dopo passo in tutte le scelte importanti che un evento del genere richiede. La conduzione familiare e uno team ormai rodato fanno sentire gli sposi davvero coccolati.

Il primo incontro serve per conoscere gli spazi e lasciarsene sedurre. Il piano superiore, oggi impreziosito da vetrate nuove di zecca, le ampie terrazze panoramiche, le chiatte esterne. Tutto è curato nei particolari, controllato continuamente, per restituire un’atmosfera elegante, chic e ricca di stile.

Ogni angolo soddisfa un’esigenza diversa: il cibo, la musica, l’area relax dedicata alle chiacchiere. E intorno si libera la bellezza di Roma, a fare da suggestiva cornice, a rendere tutto ancora più emozionante. Impossibile non innamorarsi a prima vista.

Foto gallery: scopri il Baja

Ogni dettaglio al suo posto

Volete stupire i vostri ospiti arrivando al ricevimento in barca? Si può fare. Avete in mente di conquistarli con una location resa ancora più dinamica grazie ad un sapiente gioco di decorazioni luminose? Si può fare anche questo. Volete chiudere la festa con stupefacenti fuochi d’artificio? Nessun problema. Le Event Manager del Baja sono a disposizione. Una volta opzionata la location, ci si siede intorno ad un tavole e si comincia a costruire l’evento. E’ possibile personalizzare ogni cosa: l’allestimento degli spazi, il menù, la musica, i momenti “speciali”.

Per quanto riguarda il pranzo o la cena, ad esempio, tutto viene ritagliato intorno ai gusti degli sposi. Si può scegliere il tradizionale servizio al tavolo o il più informale buffet. Si possono selezionare le pietanze, a partire da un ventaglio molto variegato. La certezza è la qualità: freschezza dei prodotti, gustosità delle preparazioni, bellezza delle presentazioni. Ovvimente, c’è anche la possibilità di un food tasting riservato ai futuri sposi, ovvero una prova del menù a bordo del Baja.

Tutti i servizi dedicati ai matrimoni

Una pianificazione minuziosa, un accompagnamento costante

Il team del Baja lo sa bene, il segreto del successo di un evento speciale sta tutto nel saper ascoltare il cliente. Gli sposi non vengono mai lasciati soli, nella fase di progettazione come durante lo stesso ricevimento. Gli imprevisti possono sempre capitare, certo, ma chi fa questo lavoro con professionalità ed esperienza sa mantenere il sangue freddo e trovare una soluzione. Questa vicinanza e questa totale padronanza della situazione trasmettono un senso di serenità agli sposi, che possono così godersi al meglio il loro giorno più bello.

Nuovo look per il Baja, una location sempre più ricercata per i tuoi eventi

Nuovo look per il primo piano del Baja, quello dedicato agli eventi esclusivi. Ancora più luminoso, ancora più elegante, ancora più raffinato. Grandi vetrate che si aprono su Roma e un bancone del bar tutto nuovo, spazioso e funzionale, pronto a regalare cocktail e sfizi che rendono unica ogni occasione.

Un look nuovo, la ricercatezza di sempre

Eleganza ed unicità sono la cifra distintiva del Baja, una location esclusiva per eventi di ogni tipo: matrimoni, feste di compleanno o di laurea, convention aziendali. Bellezza e ricercatezza, però, sono il frutto di un miglioramento continuo. Per questo motivo, durante l’estate, il barcone sul Tevere più famoso di Roma, ha deciso di rifarsi un po’ il look. Nulla di stravolgente, non ce n’era bisogno; giusto qualche ritocchino al piano superiore, per renderlo ancora più confortevole e raffinato.

Scopri come il Baja può rendere unico il tuo evento

Vetro e luce, per valorizzare un panorama unico

Via le porte. La comunicazione tra le sale interne e le terrazze esterne è ora possibile attraverso delle ampie vetrate a scorrimento. Il risultato è una luminosità eccezionale, che conquista e seduce. Senza contare la valorizzazione del panorama. Adesso è ancora più semplice lasciarsi estasiare dalla bellezza della capitale, distesa con le sue meraviglie tutta intorno al Baja.

A rendere gli interni ancora più curati, infine, ci pensa anche il nuovo pavimento in legno, perfettamente coordinato con lo stile e gli arredi di tutta la barca.

Un bar “super” per eventi impeccabili

L’altra novità riguarda il bancone del bar. Grande, molto grande, e quindi assolutamente efficiente, anche negli eventi più affollati. Grazie alle sue tre postazioni, permetterà di servire più velocemente un numero elevato di ospiti. Quindi, durante le feste, niente più file chilometriche per ottenere il proprio drink, come avviene in molti locali, ma molto più tempo a disposizione per ballare, chiacchierare e divertirsi. Una scelta di qualità, per offrire a chi decide di festeggiare al Baja il proprio evento, un servizio di alto livello e il massimo confort possibile.