San Valentino a Roma: il Baja rende unico il giorno più romantico dell’anno

Rose rosse, champagne, buon cibo e… location perfetta! Per San Valentino è d’obbligo organizzare qualcosa di speciale per la propria dolce metà. Ripercorriamo insieme la storia della festa degli innamorati e scopriamo alcuni consigli per una serata indimenticabile. Non avete ancor deciso cosa fare? Il Baja, con il suo profilo romantico, è pronto ad accogliervi, nel cuore di Roma.

San Valentino a Roma? Attenzione nella scelta del locale e del menù

Maestosa, suggestiva, piena d’atmosfera. La città più bella del mondo si presta in modo particolare per onorare la festa degli innamorati. Preparando accuratamente la serata, si può trasformare il San Valentino in un momento davvero magico. La scelta della location è fondamentale: sono da privilegiare luoghi romantici, originali, possibilmente raffinati ed eleganti. Attenzione anche alla buona cucina: il cibo, è risaputo, può essere un potente elemento di armonia. E, visto che stiamo parlando di festa delle coppie, perché nascondere che alcuni piatti possono anche avere un effetto afrodisiaco. Stuzzicate, dunque, e stupite il vostro partner con qualcosa di unico.

 

Baja in Love: la cena di San Valentino nel ristorante più romantico di Roma

Un elegante barcone in stile liberty nel cuore di Roma. Chef professionali e di alto profilo, staff qualificato e pronto ad ogni esigenza. Selezioni enogastronomiche di qualità, con attenzione al produttore e alla materia prima. Il panorama delle luci di Roma, dolcemente cullati dal Tevere. Il Baja è senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti e romantici della Città eterna, la location perfetta per trascorrere un San Valentino indimenticabile. Gli ingredienti per fare colpo ci sono tutti: la bellezza del luogo e della vista, la selezione dei vini e del menù, la musica giusta a fare da sottofondo. Unatmosfera rilassata e seducente, in cui immergersi per trascorrere qualche ora di assoluto piacere e godersi tutta la magia del Baja.

La proposta culinaria del Baja: gusto e raffinatezza

Il Menù speciale per la cena di San Valentino

In occasione della notte degli innamorati, gli chef del Baja hanno pensato un menù davvero seducente, disponibile in due versioni, di carne e di pesce.

Scarica il Menù della cena di San Valentino

Il Menù di Mare del Baja

Benvenuto:

  • Gambero in Tempura con salsa teriyaki e flute di prosecco

Antipasto:

  • Scampo imperiale con dressing agli agrumi
  • Carpaccio di spigola al passion fruit
  • Ostrica fine-claire

Primi:

  • Raviolo ripieno di salmone con ricotta, timo e salsa dello chef
  • Risottino al profumo di mare con vongole, colatura di alici e timo

Secondo:

  • Trancetto di dentice con olive taggiasche e limone candito

Dolce:

  • Dolce sorpresa di San Valentino

Prezzo: 80 euro a persona (compresi brindisi di benvenuto e acqua, escluse altre bevande)

 

Il Menù di Terra del Baja

Benvenuto:

  • Cuore con pomodoro fresco e stracciatella di bufala e flute di prosecco

Antipasto:

  • Tartare di fassona con visciole e coulis di parmigiano
  • Caramella con scamorza affumicata e speck
  • Carciofo alla romana su specchio di sedano rapa e barbabietola

Primi:

  • Piccola cocotte di conchiglie al capriolo con fonduta di caprino toscano
  • Chicche di patate con pesto di pistacchi, guanciale croccante e pomodorini confit

Secondo:

  • Medaglione di filetto brasato con pepe rosa allo champagne

Dolce:

  • Dolce sorpresa di San Valentino

Prezzo: 80 euro a persona (compresi brindisi di benvenuto e acqua, escluse altre bevande)

 

San Valentino, il patrono dell’amore tra mito e realtà

La ricorrenza del 14 febbraio è strettamente legata alla storia del Santo da cui prende il nome. Ma chi era San Valentino? Qual è l’origine della festa degli innamorati? Pochi sanno rispondere a questa domanda. Vediamolo insieme e cominciamo dalle presentazioni. San Valentino, nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C., era un vescovo romano, che dedicò la vita alla comunità cristiana e alla sua città, dove all’epoca infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. La leggenda narra che un giorno San Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della stessa e pregando affinché Dio mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo, la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio e, quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. La data è stata successivamente ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

Il 14 febbraio: la festa degli innamorati

Oltre il racconto religioso, la storia della ricorrenza di San Valentino ha radici storiche precise. La sua origine coincide con il tentativo della Chiesa cattolica di “cristianizzare” il rito pagano per la fertilità, legato alle celebrazioni dei Lupercali. I padri precursori della Chiesa, decisi a mettere fine a questa pratica licenziosa, vollero trovare un santo degli innamorati per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò la festa pagana decretando che venisse seguito il culto di San Valentino. L’associazione con l’amore romantico è, tuttavia, posteriore. Secondo la tesi più accreditata, San Valentino sarebbe stata introdotta come festa degli innamorati grazie al circolo di Geoffrey Chaucer che, nel suo poema “Parlamento degli uccelli”, associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. Ad ogni modo in Francia e Inghilterra, nel Medioevo, si riteneva che a metà febbraio iniziasse l’accoppiamento degli uccelli: evento che si prestava a far consacrare il 14 febbraio come la festa degli innamorati.

Dopo cena il Baja si accende di musica e cocktail

Capodanno a Roma? Festeggia al Baja l’arrivo del 2019

Il celebre barcone sul Tevere ti aspetta per un Capodanno 2019 all’insegna dell’eleganza, del buon cibo e del divertimento. Sarà una serata indimenticabile, perfetta in ogni dettaglio, con Roma a fare da cornice.  Una location unica,  per salutare l’anno vecchio ed accogliere quello nuovo lasciandosi coccolare dal team del Baja.

Cosa fare a Capodanno?

Inutile girarci intorno, tentando di sfuggire all’inevitabile. Il Capodanno 2019 si avvicina a grandi passi e con lui la pressante domanda: cosa fare? I dubbi sono tanti, così come le idee disponibili. A casa o in giro per locali? Al chiuso o all’aperto? In città o in montagna? Con gli amici o con i parenti? La paura è quella di non divertirsi abbastanza, di mangiare poco e male, di spendere una fortuna per ritrovarsi coinvolti in una festa deludente. Il modo per evitare il flop, però, c’è: il Capodanno del Baja, una certezza nel panorama romano.

Capodanno 2019 a Roma, l’offerta del Baja

Una serata all inclusive, dalle 20 fino a tarda notte: cibo e vini di alta qualità, dj set ricercato, open bar dopo cena. Il tutto immerso nella raffinata atmosfera di un barcone cullato dal Tevere e circondato dalla bellezza irresistibile del centro di Roma. Scendiamo, però, nei  dettagli.

L’offerta del Baja per il Capodanno 2019 comprende:

  • cena completa, accompagnata da vini selezionati: entrèe, antipasto, 2 primi, 2 secondi con contorni, 1 dessert;
  • musica con dj set durante tutta la serata;
  • open bar;
  • brindisi di mezzanotte.

Se questo “menù” non basta, ecco serviti tre buoni motivi per festeggiare al Baja il capodanno 2019

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Una location unica per un Capodanno irripetibile

Già scegliere di trascorrere il capodanno a Roma significa assicurarsi di salutare l’anno nuovo in una città magica. Grande, complicata ma inevitabilmente seducente. Optare per il Baja, poi, vuol dire aggiungere altro fascino, altra bellezza. Un autentico barcone ormeggiato sul Tevere, completamente ristrutturato e trasformato in un locale elegante e accogliente. Grandi vetrate dietro le quali fa mostra di sé la Roma più bella, quella dei ponti antichi e di San Pietro, quella di Castel Santangelo e delle fontane barocche. Di notte, poi, tutto è ancora più suggestivo, con la luna che si specchia nel fiume e le mille luci all’orizzonte.

Un menù ricercato e gustoso per iniziare ad assaporare l’anno nuovo

La cucina del Baja è rinomata per la cura che viene riservata ad ogni aspetto, dalla scelta degli ingredienti fino alla mise en place. Le materie prime sono selezionate con attenzione, affidandosi a fornitori di fiducia, piccoli produttori locali che garantiscono genuinità e prodotti a km 0. La lavorazione è affidata a chef giovani ma esperti, che amano sperimentare ma senza esagerare, senza tradire i sapori tradizionali dell’insuperabile cucina italiana. Ogni piatto, poi, è assemblato con fantasia e raffinatezza, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

Guarda il Menù di Capodanno 2019 al Baja

Una festa “all night long” per dire addio al 2018

Si inizia alle 20 ma non si sa quando si finisce. Perché una festa è davvero tale quando il tempo scorre senza che nessuno se ne accorga. L’unica certezza è che sarà tutto studiato e rodato, perché lo staff del baja non lascia mai nulla al caso e coccola i suoi clienti da quando arrivano fino a quando vanno via. La musica sarà padrona della scena, senza però essere invadente. Sarà suo il compito di accompagnare la cena e di far ballare nel lungo dopo cena, riscaldato dai cocktail dell’open bar.

Prenota il tuo posto per il Capodanno 2019 al Baja

Il Carnevale di Roma, una tradizione importante e poco conosciuta

Sebbene non sia una festa molto conosciuta, come i più celebri di Viareggio e Venezia, a Roma il Carnevale ha una tradizione di lungo corso e viene vissuto come una “festa mobile”, che si espande per tutte le strade e i quartieri della Capitale. Ma è anche l’occasione perfetta per fare un salto al Baja e regalarsi una serata particolare, nel cuore della città.

La festa di Carnevale nella capitale

Il Carnevale romano è un vero e proprio viaggio tra passato e presente che riporta a vivere antiche tradizioni insieme alle modernità della metropoli, un contrasto che esalta i caratteri della festa più pazza dell’anno.

Il Carnavale di Roma: maschere e tradizione

Il Carnevale a Roma si caratterizza per il contrasto tra le antiche maschere della tradizione popolare e i carri costruiti con le nuove tecnologie, che trasformano la fantasia in realtà. Sbandieratori, figuranti di ogni tipo e tanti personaggi: Rugantino, “il bullo per eccellenza”, Meo Patacca e la sua amata Nina, Don Pasquale e il Generale Mannaggia. Queste sono solo alcune delle maschere caratteristiche della tradizione romana. Il momento di maggiore coinvolgimento e più atteso del Carnevale capitolino è la sfilata dei carri allegorici, il vero momento clou delle festività. I temi affrontati nella creazione dei carri sono numerosi, caratterizzati soprattutto sulla satira, dunque legati alla tipica irriverenza carnevalesca nei confronti della politica. Ma anche raffigurazioni riguardanti la sfera sessuale, gli antichi costumi, i problemi di tutti i giorni.  Un modo che si rinnova ogni anno per liberarsi dalla routine quotidiana e fare festa tutti insieme senza prendersi troppo sul serio.

Anche a Carnevale, l’eleganza vale: al Baja ti aspetta il martedì grasso più chic di Roma

 Nei giorni del Carnevale, la Città eterna viene travolta dall’energia dei tanti festeggiamenti per grandi e piccini. Se però cercate una location dove divertimento ed eleganza si fondono in un ambiente magico, non potete perdervi il martedì grasso del Baja. Potrete trascorrere una serata nell’elegante barcone ormeggiato nel centro della città da cui poter ammirare Roma in tutta la bellezza della sua atmosfera carnevalesca. Selezioni enogastronomiche raffinate e di qualità accompagneranno il vostro Carnevale esclusivo, a due passi da centro, dolcemente cullati dal Tevere.

Il Baja a cena: scegli il gusto di un ristorante ricercato

 

Dall’Antico Egitto ai giorni nostri, il Carnevale attraversa i secoli

Quali sono le origini di questa tradizione? Il termine “carnevale” deriva dalla locuzione latina carnem levare, letteralmente “privarsi della carne”, e si riferiva all’ultimo banchetto che tradizionalmente si teneva l’ultimo giorno prima di entrare nel periodo di Quaresima, dunque nel martedì grasso prima del mercoledì delle ceneri. Si tratta di una festa tipica dei Paesi a tradizione cattolica (tra cui il Brasile, sede del celebre Carnevale di Rio) anche se, come spesso accade, la ricorrenza è stata rielaborata a partire da pratiche ben più antiche.

Le origini del Carnevale

Per esempio, nell’Antico Egitto erano soliti tenersi periodi di festa in onore della dea Iside durate i quali si registrava la presenza di gruppi mascherati. Una consuetudine simile a quelle delle feste in onore del dio Dioniso in Grecia, che si configuravano come un temporaneo rovesciamento dell’ordine precostituito, da cui la pratica dello scherzo e della dissolutezza. Lo stesso Carnevale romano trae le sue origini dalle Saturnali, antiche feste religiose dell’antica Roma, che rappresentavano un modo per salutare la fine dell’inverno con celebrazioni, divertimenti pubblici, sacrifici, balli e maschere.

La diffusione nell’Europa cattolica

Su questo substrato, peraltro comune anche ad altre civiltà assai diverse da quelle europee, l’Europa cattolica rielaborò la festa del carnevale, conferendole un significato all’interno del calendario cristiano. Le prime testimonianze dell’uso del termine nell’accezione odierna risalgono al XIII secolo nella zona di Firenze e in quella di Roma. Ben presto la tradizione carnevalesca si si diffuse in quasi tutta la penisola e si espanse nell’intero mondo cristiano del tempo. Essendo legato all’inizio della Quaresima e quindi alla data della Pasqua, la collocazione precisa del carnevale nel calendario varia di anno in anno. E’ facile, dunque, ritrovarsi a chiedere agli amici: quando è Carnevale quest’anno?

Il Carnevale in Italia

I festeggiamenti del Carnevale, soprattutto in Italia, sono molteplici e affondano le loro radici nei secoli: Viareggio, Cento, Satriano, Acireale, Fano, Putignano, Verona, Striano sono solo alcune delle tradizionali rassegne carnevalesche oggi considerate fra le più importanti del mondo, ognuna con i suoi peculiari ed inimitabili riti. Il Carnevale di Venezia, di gran lunga il più famoso, è quello che possiede le origini più antiche: un documento originale datato 1094 fa menzione di un “pubblico spettacolo” nel periodo pre-quaresimale per le strade della città, mentre la festa venne formalmente istituita dal Doge nel 1296. Dopo 800 anni di storia, il carnevale fu vietato da Napoleone nel 1797 dopo l’occupazione armata della città perché giudicato “sovversivo” e fu autorizzato nuovamente solo nel 1979.

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8 marzo: le origini della Festa della Donna e come festeggiare a Roma

L’8 marzo è una data simbolo, legata all’universo femminile. Si celebrano le conquiste sociali e politiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze che il gentil sesso ancora subisce nel mondo. Un’ottima occasione per trascorrere una serata tutta al femminile e scoprire le origini di questa ricorrenza.

L’8 marzo a Roma, una capitale tutta al femminile

Cene a tema, spettacoli dedicati, iniziative, party: la Festa della Donna a Roma si celebra tra teatri, cinema, musei, ristoranti e locali notturni. Dalle visite guidate ai concerti, fino alle cene in ristorante o le serate in cui scatenarsi, l’8 marzo la Città Eterna si tinge di “rosa”.

La capitale è ricca di location dove festeggiare la Festa della Donna. Si può scegliere, ad esempio, l’alternativa culturale, con le decine di iniziative a tema offerte, anche gratuitamente, dalle strutture della città. C’è poi chi non rinuncia a ballare con le amiche nei principali locali notturni romani. Infine c’è chi opta per un aperitivo o una cena fuori, magari in un contesto più riservato, senza perdere il divertimento.

Divertirsi, senza rinunciare all’eleganza: la Festa della Donna al Baja

Siete stanche dei soliti, banali eventi dell’8 marzo? Vorreste trascorrere una serata all’insegna del food& beverage di qualità, in buona compagnia, in un’atmosfera discreta ma al tempo stesso avvolgente? Il Baja è la location perfetta per esaudire tutti i vostri desideri! L’unico, elegante barcone liberty ormeggiato sul Tevere al centro di Roma vi aspetta per una serata esclusiva con le creazioni dei nostri chef, drink selezionati, musica dal vivo e tante sorprese.

 Ristorante Baja, lasciati conquistare

La Giornata Internazionale della Donna

Ma come nasce la ricorrenza dell’8 marzo? La Giornata Internazionale della Donna, in Italia comunemente conosciuta come Festa della Donna, ha compiuto nel 2009 il suo primo centenario.

Tante versioni, un’unica data: l’8 marzo nella storia

La nascita della ricorrenza risale al 3 Maggio del 1908 quando, nel corso di una conferenza del Partito Socialista di Chicago, Corinne Brown evidenziò la condizione di sfruttamento delle operaie e le discriminazioni che erano costrette a subire dal punto di vista del salario e degli orari di lavoro. L’anno dopo, nel febbraio 1909, venne organizzata una manifestazione volta a sostenere il diritto di voto delle donne e il 23 dello stesso mese fu celebrata la giornata della donna, nel corso della quale ci fu uno sciopero di ventimila camiciaie. La ricorrenza arrivò presto anche nel Vecchio Continente: in occasione del Congresso di Copenhagen del 1910, l’Internazione Socialista decise di istituire la Giornata Internazionale della Donna, per promuovere i diritti delle donne e contribuire alla campagna in favore del suffragio universale.

Secondo alcuni, la data della Festa della Donna è collegata anche alla Rivoluzione Russa: l’8 marzo del calendario gregoriano coincide con il 23 febbraio del calendario giuliano, storico giorno in cui, nel 1917, le donne russe organizzarono uno sciopero per ottenere “il pane e la pace”. Successivamente, nel 1977, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite invitò tutti i paesi a scegliere un giorno comune per la ricorrenza e la decisione cadde sull’8 marzo.

La Festa della Donna nel mondo

La tradizione dell’8 marzo è un appuntamento diffuso in tutto il mondo, in molti Paesi è persino festa nazionale, come in Russia, dove la Festa della Donna è un momento importante che si festeggia con un pranzo in famiglia. Sono numerose le iniziative tipiche ai 4 angoli del globo. In Indonesia, ad esempio, artiste ed intellettuali si riuniscono per confrontarsi su questioni politiche di loro interesse mentre per le strade vengono organizzate feste ed eventi a tema. Particolare è l’iniziativa della Colombia, dove le donne si riuniscono per vendere pollo e patate e donare il ricavato alle organizzazioni femminili del paese. In Vietnam la ricorrenza ha un carattere di convivialità: sul luogo di lavoro viene portato del cibo da condividere tutti insieme. In Africa, invece, vengono organizzati eventi culturali e artistici dalle associazioni femminili che durano per oltre una settimana.

La mimosa, simbolo della tradizione italiana

La prima Giornata della Donna nel nostro Paese è datata 1922, ma la tradizione si interruppe durante gli anni del fascismo. La celebrazione riprese nel 1946, quando comparì anche il suo simbolo tutto italiano: la mimosa. L’Italia si preparava a festeggiare il primo 8 marzo del Secondo Dopoguerra e per l’organizzazione dell’evento si era fatta avanti l’Unione Donne Italiane, associazione femminile nata nel 1944 e tuttora impegnata in attività di difesa e promozione dei diritti della donna. L’UDI era alla ricerca di un fiore che potesse contraddistinguere la Giornata, e l’idea della mimosa fu proposta da Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei. Il fiore aveva tutte le caratteristiche ideali per diventare il simbolo dell’8 marzo: la sua fioritura avviene proprio nei primi giorni di marzo, i suoi costi sono sempre stati piuttosto contenuti e, secondo la tradizione, il giallo richiama forza e femminilità. Un’immagine poetica, perfetta da accompagnare con belle frasi di auguri per la festa della donna.

Vivi la notte del Baja Roma

 

I Dj set del Baja: musica ed eleganza, con Roma sullo sfondo

Ogni venerdì, sabato e domenica e in occasione di eventi speciali, le sale del Baja si riempiono delle selezioni musicali dei migliori DJ della capitale. Dall’ora di cena fino a tarda notte, il barcone sul Tevere accoglie i suoi ospiti con un’atmosfera che sa come mescolare eleganza e divertimento.

I migliori DJ set di Roma

A Roma tanti locali propongono DJ set ed esibizioni live, ma pochi riescono a coniugare divertimento, eleganza e musica di qualità. Il Baja, invece, ha trovato la formula perfetta per garantire una serata divertente, in una cornice esclusiva e accompagnata da drink e cocktail moderni e ricercati. Basta mettere insieme i migliori DJ della capitale e la location più amata e ricercata.

Baja Roma lounge bar: leggi di più

I DJ che si suonano al Baja, con esperienza pluriennale, offrono DJ set selezionati, raffinati, che si armonizzano alla perfezione con l’atmosfera riservata e avvolgente dell’esclusivo barcone liberty sul Tevere. Non una discoteca, ma una location discreta dove passare qualche ora lasciandosi trasportare dai ritmi di veri artisti della console.

 

Il programma dei DJ set di gennaio 2019

+++ A breve disponibile +++

 

Il programma dei DJ set di dicembre

Giovedì 6 dicembre: La K Dj

Venerdì 7 dicembre: Uberto Gattai

Sabato 8 dicembre: Manfredi De Nora

Mercoledì 12 dicembre: Fabiano de Micheli

Giovedì 13 dicembre: Uberto Gattai

Sabato 15 dicembre: Manfredi De Nora

Lunedì 17 dicembre: Manuel Delfi

Mercoledì 19 dicembre: Cristiano Tabacchi

Giovedì 20 dicembre: Manfredi de Nora

Sabato 22 dicembre: Fabiano De Micheli

Domenica 23 dicembre: La Khristmas Party on the Boat – La K Dj

Le 5 regole fondamentali per un evento corporate unico

Per organizzare un perfetto evento corporate si deve essere aggiornati sulle novità e le ultime tendenze del settore. Dalla location al food & beverage, tutto deve essere studiato e perfetto. L’obiettivo è trasmettere l’immagine di un’azienda capace di stare al passo con i tempi e di conquistare menti e cuori. Vediamo insieme le 5 regole fondamentali per un evento corporate speciale in ogni dettaglio.

L’azienda al centro (ma non troppo): il ruolo del brand

Il primo step per pianificare un evento di successo è definire un brief accurato che evidenzi gli obiettivi e il target. Prima che un evento, è una scelta aziendale. Non si tratta di organizzare un semplice happening: si deve lavorare con il marchio dell’azienda, inserendolo strategicamente all’interno del tema dell’evento e assicurandosi che gli ospiti comprendano a pieno la vision aziendale. Nello stesso tempo, però, questa presenza deve essere discreta, non pesante, non invadente, altrimenti rischia di ottenere l’effetto opposto. La chiave è l’equilibrio.

Baja Roma – Una location perfetta per eventi corporate

La scelta del luogo: una location esclusiva ed originale

Quando si sceglie la location di un evento occorre effettuare un’accurata selezione in base alle proprie esigenze. Per creare un’esperienza che resti impressa si devono stupire i partecipanti con un’atmosfera unica, raffinata, elegante. La cura del luogo scelto, però, non deve spingersi fino al punto di renderlo freddo, troppo perfetto. Anche in questo caso bisogna bilanciare le diverse esigenze, per accogliere gli ospiti con calore. Infine, la location deve essere personalizzata e rispondere esattamente alle esigenze del marchio e dell’evento.

Il palato vuole la sua parte: food & beverage di qualità

La qualità del food & beverage offerto agli ospiti gioca un ruolo predominante nella creazione un evento corporate unico. Il menu presentato deve essere innovativo, sempre nel rispetto della tradizione, con materie prime di qualità. I piatti devono deliziare gli ospiti in termini di sapore e di aspetto. Gli elementi di sorpresa, come ad esempio la creazione di un drink o di un piatto appositi per l’evento, possono essere decisivi per stupire i partecipanti.

Eventi corporate al Baja. Scopri cosa abbiamo da offrirti!

Tutti protagonisti: generare engagement

Un elemento spesso trascurato dalle aziende è creare partecipazione. Ogni evento corporate che si rispetti è costituito da tre fasi fondamentali: pre-evento, evento e post-evento. Gestire il contatto con i collaboratori o potenziali clienti durante l’evento è importante come la scelta della location e degli altri aspetti organizzativi. Nel corso di un evento aziendale è importante prendersi cura degli ospiti e fare in modo che si sentano a proprio agio. Se l’obiettivo è principalmente rafforzare il senso di appartenenza dei propri dipendenti e consolidare l’adesione ai valori aziendali, è importante trasmettere un’immagine positiva del brand e offrire un’esperienza gratificante. Se invece si tratta di un’occasione importante per lanciare un messaggio ai propri clienti o a coloro che potrebbero diventarlo in futuro, può essere utile la presenza di gadget promozionali, omaggi graditi che consentono di elevare la popolarità del brand.

Tecnologia e innovazione

I social network sono fondamentali nel coinvolgimento del pubblico e nella pubblicizzazione dell’evento. Ma il nuovo millennio impone nuove sfide, anche nell’organizzazione dei corporate event. Sono sempre più diffusi i software in grado di connettere i partecipanti e offrire esperienze multimediali e interattive che rendono l’evento divertente, sociale e memorabile. Non solo interazione: tra le tendenze tecnologiche più avanzate troviamo quella dei braccialetti RFID (Radio-Frequency IDentification: identificazione a radiofrequenza). Attraverso il dispositivo RFID, l’organizzatore dell’evento può tracciare i movimenti dei partecipanti per monitorare i flussi e registrare l’interesse dei partecipanti attraverso il numero o la durata delle visite. Non meno interessante è anche il software per il riconoscimento facciale, che si prevede inizierà a svilupparsi nel mercato della tecnologia mobile a partire dal 2019 con Apple e Samsung. La lettura facciale consentirà di carpire le emozioni individuali o di gruppo misurando le espressioni, oppure registrare lo stato di attenzione di un pubblico e aiutare a capire cosa motiva e attira la curiosità della platea.

Stand by the River, il Mercatino di Natale più esclusivo di Roma

Come ogni Natale, il Baja, sulle sponde del Tevere, si prepara ad ospitare il suo esclusivo mercatino dedicato all’artigianato locale di alta qualità. Passeggiando nello storico barcone potrai trovare mille idee per i regali di Natale. Un appuntamento amato e atteso, nel solco della grande tradizione nord europea dei Mercatini di Natale.

Stand by the river: Roma si accende con il Mercatino di Natale del Baja

Roma, nel periodo natalizia, assume un aspetto magico. Alla proverbiale bellezza della città eterna, il Natale aggiunge un avvolgente tocco di colore, luci e allegria. Quale luogo migliore delle pittoresche rive del Tevere per un mercatino natalizio unico e ricercato? Stand by the River è la risposta.

L’evento organizzato dal Baja, nel cuore di Roma, non è semplicemente un mercatino di Natale. Sabato 24 novembre, dalle 10 fino alle 18, gli ospiti del nostro raffinato barcone-ristorante saranno avvolti da un’affascinante atmosfera natalizia. A bordo saranno esposte le opere di selezionati artigiani locali e prodotti di prima qualità dal mondo dell’enogastronomia. Un’occasione per originali idee regalo, ma anche un modo per promuovere le migliori imprese di Roma e dintorni.

E se, dopo gli acquisti, la fame si farà sentire, nessun problema: il Baja è il luogo perfetto per un’esperienza di gusto. Per concludere la giornata, infatti, cosa c’è di meglio di un aperitivo o di una cena a bordo del celebre barcone? Una location magica, con Roma a fare da sfondo, che vi coccolerà, mentre i nostri chef ed il nostro staff delizieranno i vostri palati con piatti appetitosi e drink raffinati dal sapore squisitamente natalizio.

Tutti i segreti dell’aperitivo del Baja

 Natale e solidarietà

Il Natale, però, è prima di tutto un momento per stare insieme ai propri cari, per trascorrere del tempo in famiglia, e magari per un gesto di solidarietà. Per questo lo staff del Baja ha scelto Intersos come Charity Member del suo mercatino natalizio. Intersos è l’organizzazione italiana in prima linea nelle emergenze umanitarie per soccorrere e aiutare persone vittime di guerre, violenze e disastri naturali. Mentre vi godrete la magica atmosfera del mercatino sul Tevere, grazie alla presenza dei volontari Intersos, potrete anche conoscere le loro attività e dargli il vostro sostegno.

Scopri Stand by the River, il mercatino di Natale del Baja

 

Le origini dei mercatini natalizi

Una visita ai mercatini natalizi può essere l’occasione per trovare regali, assaporare deliziosi prodotti enogastronomici o immergersi nell’atmosfera natalizia. Anche in antichità bancarelle, luci e vapori speziati caratterizzavano i mercatini, ma alla base della loro nascita c’erano anche esigenze legate all’acquisto delle scorte di viveri.

Cibi, bevande, artigianato

L’origine dei mercatini di Natale va ricercata in una serie di aspetti che caratterizzano la vita economica e sociale dei contadini nel periodo invernale. Nei mesi freddi il lavoro nei campi era sospeso, si cercava riparo nel calore casalingo. L’autunno e l’inverno, specialmente nei Paesi più freddi, erano dedicati al lavoro manuale. Seduti accanto al fuoco si intagliavano pipe, si intrecciavano ceste, si lavorava la lana realizzando maglioni, berretti e guanti. Prodotti destinati anzitutto alla famiglia, ma che col tempo divennero delle vere produzioni artigianali da vendere durante fiere o eventi che si tenevano in periodi particolari dell’anno. Queste occasioni, in assenza dei grandi centri commerciali contemporanei, fino a pochi secoli fa erano anche l’unico modo per fare acquisti di cibo e bevande in grandi quantità.

Il Mercato di San Nicola tra Alsazia e Germania

Tra i periodi più gettonati per queste fiere, l’Avvento era senza dubbio uno dei principali. E’ proprio in occasione dei giorni precedenti la ricorrenza della nascita di Cristo che si ha notizia del primo mercato, datato XIV Secolo e localizzato in Germania e Alsazia, conosciuto con il nome di “Mercato di San Nicola”. Il primo documento ufficiale che attesta ufficialmente la presenza di un mercato di Natale è datato 1434: l’atto certifica un Striezelmarkt, mercato di dolci tipici tedeschi chiamati Striezel, a Dresda il lunedì prima del Natale.

I mercatini di Natale in Italia 

In Italia, invece, i mercatini sono un’usanza recente. Per il primo mercatino in Italia si deve infatti aspettare il 1990, quando, cavalcando l’onda della moda europea dei mercatini nel periodo natalizio, gli organizzatori del Christkindlmarkt di Norimberga decisero di crearne un’edizione a Bolzano. Nonostante la sua giovane età, il mercatino di Natale di Bolzano si è presto affermato come uno dei più gettonati dai turisti in Europa, soprattutto grazie alla presenza dell’artigianato e dei dolci tipici tirolesi. Successivamente, negli ultimi 20 anni la tradizione di mercatini si è diffusa da Nord a Sud dello Stivale. L’Alto Adige è sempre in primo piano, dove, oltre a Bolzano, vi sono i famosi mercatini di Merano e Lagundo. Ma anche il Trentino, con Trento e Pedavena. Il Piemonte con Candelo, la Toscana con Pisa. Le Marche con Candelara e Genga, l’Umbria con Perugia, il Lazio con Roma. La Campania con Napoli, la Sicilia con Caltagirone. Paese che vai, mercatino di Natale che trovi!

Lunch break: le sane abitudini per la pausa pranzo

I pasti consumati durante la giornata spesso risentono dei ritmi frenetici del lavoro, con il rischio conseguenze negative in termini di forma fisica e tranquillità interiore. Alcuni semplici consigli possono contribuire a rendere il lunch break, ovvero la pausa pranzo,  un’occasione per contribuire al proprio benessere.

Pausa pranzo: istruzioni per luso

Numerosi studi scientifici evidenziano l’importanza della pausa pranzo. Saltarla, accorciarla o, peggio, trascorrerla di fronte al pc è dannoso sia dal punto di vista psicologico cheda quello fisico. Un errore che si paga caro, in termini di  concentrazione, produttività, energia. Non è necessario che il break di metà giornata sia particolarmente prolungata ma, appunto, che diventi un appuntamento intoccabile e che segua alcune indicazioni fondamentali.

Lontano da smartphone e tablet

Punto primo: durante la pausa pranzo bisogna staccare per davvero. Per archiviare momentaneamente ansie e scadenze, quindi, è bene evitare di controllare smartphone e tablet. Solo così mente e corpo possono realmente riposarsi e prepararsi alle successive ore di lavoro. Consigliato, invece, è concentrare durante il lunch break le chiamate ad amici e familiari, che durante l’orario di lavoro sarebbero inopportune. far fruttare i minuti di pausa per risolvere qualche piccola situazione personale può aiutare a liberare la mente dalle fatiche dell’ufficio e della propria attività.

Pranzo con i colleghi si, ma senza parlare di lavoro

Seconda regola: vietato parlare di lavoro. Spesso si trascorre la pausa pranzo con i colleghi ed inevitabilmente si parla di tutte le peripezie della mattinata in ufficio. L’importante è, però, che questa pratica non diventi un’abitudine. E’ indispensabile, infatti, ritagliarsi dei momenti di pausa assoluta dal lavoro e approfittarne per socializzare e conoscere meglio le persone che ci circondano scambiandosi idee sugli argomenti più vari.

Attività fisica, non per forza in palestra

Terzo consiglio: un po di movimento. La pausa pranzo può essere un buon momento anche per dedicarsi all’attività fisica. I più sportivi possono andare in palestra o a correre nelle zone vicino al luogo di lavoro. Chi non ne ha il tempo o la possibilità può,invece, concedersi una passeggiata di qualche minuto, anche solo per guardare le vetrine dei negozi o prendere un caffè al bar. Il movimento può essere molto utile a resettare la mente e tornare alla scrivania più determinati e positivi che mai.

 

L’alimentazione nella pausa pranzo: combinare leggerezza e gusto

Trattandosi di una pausa pranzo, non si può prescindere da un’accurata scelta del cibo. In pausa pranzo le persone spesso rivelano le abitudini alimentari più stravaganti e curiose, ma non sempre corrette. C’è chi salta il pasto, chi si nutre solo di frutta secca. Poi ci sono i crudisti, i vegani o i fanatici della dieta iperproteica. Ma chi di loro ha ragione? E soprattutto: è possibile combinare leggerezza e gusto? La risposta è sì. Non solo è possibile, ma è assolutamente consigliato.

Piatto unico, equilibrato e nutriente

La prima regola per una pausa pranzo sana è scegliere un piatto unico, equilibrato e nutriente, che contenga carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Molto nutrienti e gustose, per esempio, sono le insalate di cereali o di pasta con verdure di stagione, carni bianche e povere di grassi, oppure gamberetti, tonno, uova sode. In alternativa si possono tentare le insalate di legumi, come ceci, lenticchie o fagioli, e ortaggi di stagione accompagnati da pane integrale: un pasto ricco di proteine vegetali e fibre capace di ricaricarci senza appesantirci.

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Ricaricarsi rispettando la dieta

Per chi sta seguendo una dieta, il consiglio principale è di iniziare il pasto con un’abbondante porzione di ortaggi di stagione. Meglio crudi e conditi con olio extravergine d’oliva, poco sale, un po’ di succo di limone e una spolverata di erbe aromatiche. Le verdure crude, essendo croccanti e colorate, hanno il potere di soddisfare palato e vista. In questo modo si consuma una minore quantità di macro-nutrienti, come carboidrati, proteine, grassi, e, inoltre, si ottiene la giusta ricarica di acqua e sali minerali.

La frutta, valida alternativa del dolce

Come viene insegnato sin da piccoli, se dopo pranzo abbiamo ancora un po’ di fame vuol dire che abbiamo mangiato il giusto. Se proprio si volesse soddisfare anche l’ultimo desiderio, al posto del dolce è sempre meglio la frutta. Un’abitudine che vale per tutti, non solo per chi vuole perdere qualche chilo. Il “dolcetto” dopo pranzo è un vizio che si paga caro: la digestione diventa lunga e laboriosa e il lavoro pomeridiano ne risente.

Roma e il Tevere, una storia di amore infinito

Non si può pensare a Roma senza pensare al Tevere. Il rapporto tra il fiume “biondo” e i Romani è simile a quello tra padre e figli. Il Tevere è un genitore che ha elargito le risorse della vita, permettendo la nascita e lo sviluppo della città eterna. Storia, natura, romanticismo si fondono lungo le sue sponde di rara bellezza.

Il Tevere nella storia di Roma

Quale romano che si rispetti non si sente a casa alla vista delle acque del Tevere? La sensazione avvolgente che il panorama del fiume dona al primo sguardo è difficilmente spiegabile a parole. Ma quanto conosciamo l’importanza del “biondo” fiume nella storia della città?

Anima e linfa della città eterna

Il Tevere è stato l’anima di Roma fin dalla sua nascita. E difficile credere che, in assenza di questo prezioso corso d’acqua, la  città eterna avrebbe avuto lo stesso percorso storico.Il Tevere fu per i Romani elemento di vita in tutti i sensi: assicurava l’acqua per la sopravvivenza, era via di comunicazione primaria ed era elemento di difesa. Anche la morfologia dell’area su cui sorse la città è attribuibile al fiume: i famosi sette colli, dove nacquero i primi insediamenti umani, furono modellati dall’erosione fluviale su antichi altipiani vulcanici.

Il “biondo” tra mito e realtà

Il fatto che l’esistenza stessa di Roma sia strettamente legata al Tevere è descritto già dalla prima scena della leggenda di fondazione. Romolo e Remo sono nella cesta, arenati sotto il ficus ruminalis, e succhiano il colare zuccherino dei frutti, in attesa di una vera poppata. Il mito narra che fu Enea, il celebre eroe profugo da Troia in cerca di una patria, a giungere nella zona dove sarà fondata Roma, proprio risalendo la foce del fiume che allora era noto come Albula. Il fiume fu poi chiamato Tevere, probabilmente in onore di una divinità fluviale o un Re chiamato Tiberinus.

I Romani erano profondamente coscienti dell’importanza del fiume e hanno amato il loro Tevere fino a mitizzarlo e a considerarlo uomo vivo. In numerosi monumenti e nelle bellissime fontane di Roma spesso si nota una figura imponente, un vecchio dalla lunga barba bianca, appoggiato ad un’anfora con accanto un remo, una cornucopia e due gemelli allattati da una lupa. E’ lui l’antico Tevere, saggio, artefice e patrono della Roma “Caput Mundi”.

Al di là del mito, sappiamo che il fiume fu utilizzato sin dalle origini della città e che gli abitanti si preoccuparono sin da subito di avviare una serie di interventi per sfruttarlo nel miglior modo possibile.

I muraglioni e il fiume oggi

Gli abitanti di Roma, dunque, hanno sempre avvertito la necessità di trovare una soluzione efficace per “governare” il fiume e proteggere la città dal pericolo delle alluvioni. Questi eventi si verificavano più volte l’anno, a causa delle piene ordinarie, provocando esondazioni lungo i fossi, le marane e le fognature. In alcuni casi erano di grande entità, come le inondazioni del 1598 e del 1870, in altri più modeste, come quelle che il poeta Gioacchino Belli chiamava “acquetta”.

La necessità di controllare le piene portò alla progettazione dei “muraglioni”, la cui realizzazione, tra fine Ottocento e inizio Novecento, ha interessato le rive del tratto urbano centrale, creando le sponde per come le conosciamo oggi. Nonostante l’allontanamento “fisico” tra i romani e il Tevere, dopo più di duemila anni vissuti praticamente in simbiosi, il legame tra il fiume e la città  non si è mai spezzato.

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Arte, cinema e segreti: una passeggiata sul Tevere dalle tante sorprese

Una serata romantica o una visita culturale, una corsa o un pomeriggio di relax, un tramonto o un drink lungo la riva. Concedersi un momento intimo con il Tevere è un must per chi abita o visita la città. Vi proponiamo qui un piccolo itinerario alla scoperta dei segreti del “biondo” fiume.

L’isola Tiberina, l’isola più piccola abitata al mondo

Piccolo e suggestivo borgo che sorge in mezzo al letto del fiume, l’isola Tiberina appoggia su eleganti rocce e offre scorci inediti sulla città eterna. L’isola è lunga poco più di 300 metri, larga meno di 90 ed è collegata alle sponde del Tevere tramite ponte Cestio e ponte Fabricio. La storia dell’isola è ricca di leggende e aneddoti, findalla sua origine, probabilmente legata alla cacciata da Roma dell’ultimo re etrusco, Tarquinio il Superbo. Il suo storico utilizzo sfruttava l’isolamento dalla città ed era focalizzato sulla quarantena per le persone malate, come testimoniato dal tempio del dio medico Esculapio. Non tutti sanno che, proprio dai blocchi di pietra del tempio, sgorga una fonte miracolosa che i Romani hanno sempre creduto potesse guarire le malattie. L’isola, nel corso dei secoli, ha conservato inalterata la sua vocazione di assistenza ai malati, con l’istituzione, nel 1582, dell’Ospedale Fatebenefratelli, attivo ancora oggi. Il lento ma perpetuo scorrere del fiume abbraccia dolcemente l’isola Tiberina e ci accompagna alla scoperta di uno dei posti più suggestivi ed unici di Roma, non a caso scelto in più occasioni come set cinematografico per pellicole famose come “Aprile”, “Nell’anno del Signore” e “Il conte Tacchia”.

Tevere e cinema: un raffinato set naturale

Tevere e cinema, macchine da presa e set. Non solo l’isola Tiberina, l’intero fiume che attraversa la Capitale è una location importante per il cinema italiano dagli albori ai giorni nostri. Proprio lungo le sponde del biondo Tevere sono state girate scene di celebri film. Da Corso Francia a ponte Milvio per “Tre metri sopra al cielo”, poi ponte Duca Amedeo d’Aosta per “Ladri di biciclette”, ponte della Musica per “Lo chiamavano Jeeg Robot”, ponte Regina Margherita  per “Mignon è partita”. infine Castel S. Angelo per “Accattone” e “Poveri ma belli”.Ogni anno, durante la “Festa del Cinema” di Roma, vengono organizzate gite a tema alla scoperta del profondo legame tra il “biondo” fiume e la cinepresa.

I circoli remieri: eleganti presidi di tutela del fiume

Nati lungo le sponde del Tevere tra l’unità d’Italia e le due guerre, i cinque circoli storici di canottaggio(Aniene, Lazio, Roma, Tevere Remo e Tirrenia Todaro) rappresentano eleganti presidi di tutela del fiume, che possono essere visitati su prenotazione. I prestigiosi circoli sono avversari sull’acqua ma uniti e solidali nella manutenzione degli argini e nella valorizzazione dell’identità del Tevere. I circa cinquemila soci vivono il fiume ogni giorno e lo percorrono con le loro imbarcazioni tra l’Acquacetosa e l’isola Tiberina. Proprio da un progetto dei circoli nasce l’idea di un museo del Tevere per raccontare la storia del fiume. Se è vero che le sponde del Tevere sono, di per sé, un museo a cielo aperto, l’obiettivo di questo progetto è istituire un luogo che racconti la storia leggendaria del “biondo” ma anche il lato più quotidiano: i mestieri, le tradizioni, i rituali, la storia, la flora, la fauna, le attività sportive e ricreative. Il racconto del fiume si snoderà come una vera e propria sceneggiatura in grado di miscelare linguaggi tradizionali, come pannelli e foto di grande formato, con tecnologie digitali interattive. Al momento però si è ancora alla ricerca di una sede adeguata:  tra le ipotesi più suggestive, l’ Arsenale pontificio di Porta Portese e l’ ex dopolavoro delle Poste sul lungotevere Flaminio.

Il brunch sul Tevere, il più esclusivo appuntamento delle domenica

Alla scoperta del brunch, tra origini antiche e nuove tendenze

Il termine inglese “brunch” indica un pasto particolarmente abbondante, da consumare a metà mattinata, tra le undici e l’una. Una sorta fusione tra colazione e  pranzo, che abbina cibi sia dolci che salati, bevande  calde e fredde. Di tradizione anglosassone, negli ultimi anni il brunch si è diffuso anche in Italia. Scopriamo insieme le origini di questa antica tradizione e le nuove tendenze che rendono un brunch unico.

Buffet brunch bajaCos’è il brunch?

Alzi la mano chi non ha fatto un brunch? Probabilmente nessuno, soprattutto tra i più giovani.Il brunch è ormai un’abitudine ricorrente, un apprezzato modo per uscire, stare in compagnia e mangiare buon cibo. Non tutti però conoscono le origini e la tradizione di questo pasto particolare, importato dall’Inghilterra. La storia del brunch, poco conosciuta, è invece particolarmente curiosa e interessante.

Le origini del termine

Il rito del brunch è nato nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento. Nell’incantevole campagna inglese, giovani nobili e borghesi rampanti organizzavano grandi buffet nelle ville dopo le battute di caccia domenicali. L’usanza venne ripresa dallo scrittore Guy Beringer, che nel 1895 pubblicò l’articolo “Brunch: A Peal” sull’ Hunter’s Weekly, una rivista di appassionati di caccia. Fu lui a coniare ufficialmente il termine “brunch. Beringer esaltava questa tradizione come un momento di allegria e socievolezza, “che mette di buon umore scacciando le preoccupazioni e le ragnatele della settimana”. Il brunch, alle origini, indicava la colazione ideale per la domenica mattina, dopo gli stravizi del sabato notte. La parola, non a caso, nasce dall’unione di breakfast (colazione) e lunch (pranzo).

Alcuni esempi di buffet del brunch

Esistono varie tipologie di brunch, che di norma si distingue per un buffet ricco e variegato, sia per la parte dolce che per la parte salata.

Tra i prodotti tradizionalmente serviti si trovano: uova strapazzate e bacon, bagels farciti con formaggio spalmabile e salmone affumicato, pancake, pane tostato con burro e marmellate, yogurt, frutta fresca, muffin, cupcake e brownies.Tra le bevande più diffuse vi sono caffè, cappuccino, tè, succhi di frutta, ma anche birra, vino o spumante, o magari un cocktail leggero come il Bloody Mary o lo Spritz.

Il brunch spesso si adatta all’estro di chi lo prepara o ai prodotti tipici del luogo. Non è raro, dunque, trovare una ricca proposta di arrosti di carne, aringa affumicata, gamberetti, insalate miste, pasta, formaggi e salumi. E ancora: biscotti, torte, gelato, frutta sciroppata. Insomma, chi più ne ha più ne metta, l’importante è variare.

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Brunch e happy hour: analogie e differenze

Troppo spesso si tende a  confondere il brunch con l’happy hour, e a usarli come sinonimi. Entrambi sono tendenze ormai affermate anche in Italia e rappresentano una grande attrattiva per il pubblico, da proporre con gusto e originalità.. Sono però due fenomeni di costume molto differenti.

L’orario e il servizio

La prima differenza è nell’orario: il brunch si riferisce alla tarda mattinata, l’happy hour è solitamente servito tra le 18:30 e le 21. Durante i brunch vengono serviti piatti curati e originali, che possano invogliare e sorprendere il cliente. Il buffet è ricco e adatto a ogni esigenza. L’allestimento della location è scrupoloso, con accurata preparazione di ogni dettaglio del servizio.

L’happy hour, invece, è più informale. I prodotti da offrire sono scelti in base alla tipologia del locale, della clientela e della stagione. Viene posta maggiore attenzione sui drink, con un’ampia scelta di cocktail sfiziosi e innovativi, oltre ai grandi classici, mentre il buffet è leggero ma gustoso.

L’intrattenimento

L’atmosfera del brunch è tipicamente rilassata, perfetta per piccole iniziative come mostre fotografiche o meeting aziendali. L’happy hour, invece,è adatto per eventi  con musica dal vivo o serate a tema. Accanto alle occasioni festive tradizionali, spesso è ispirato da ricorrenze commerciali, come la Festa di San Patrizio o Halloween.

 

Tre elementi per un brunch unico

Terminiamo il nostro viaggio alla scoperta di questo importante trend gastronomico scoprendo alcuni elementi che lo rendono unico: location, atmosfera e buffet.

L’orario mattutino del brunch lo rende perfetto in una location esclusiva, raffinata, luminosa e con ampio panorama che esalti le caratteristiche della città e della prima parte della giornata.

Cura dei dettagli e ambiente cordiale sono due elementi fondamentali . L’atmosfera deve essere avvolgente ma discreta, adatta anche alla clientela più esigente. D’altronde il brunch è, prima di tutto, una pausa di relax e piacere.

Il vero protagonista, però, rimane il cibo. Una tradizione gastronomica non può prescindere da un accurato food & beverage, che deve presentare sia piatti eleganti, originali e gustosi per tutte le esigenze, sia un’ampia selezione di bevande calde, fredde e drink raffinati.

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