Lunch break: le sane abitudini per la pausa pranzo

I pasti consumati durante la giornata spesso risentono dei ritmi frenetici del lavoro, con il rischio conseguenze negative in termini di forma fisica e tranquillità interiore. Alcuni semplici consigli possono contribuire a rendere il lunch break, ovvero la pausa pranzo,  un’occasione per contribuire al proprio benessere.

Pausa pranzo: istruzioni per luso

Numerosi studi scientifici evidenziano l’importanza della pausa pranzo. Saltarla, accorciarla o, peggio, trascorrerla di fronte al pc è dannoso sia dal punto di vista psicologico cheda quello fisico. Un errore che si paga caro, in termini di  concentrazione, produttività, energia. Non è necessario che il break di metà giornata sia particolarmente prolungata ma, appunto, che diventi un appuntamento intoccabile e che segua alcune indicazioni fondamentali.

Lontano da smartphone e tablet

Punto primo: durante la pausa pranzo bisogna staccare per davvero. Per archiviare momentaneamente ansie e scadenze, quindi, è bene evitare di controllare smartphone e tablet. Solo così mente e corpo possono realmente riposarsi e prepararsi alle successive ore di lavoro. Consigliato, invece, è concentrare durante il lunch break le chiamate ad amici e familiari, che durante l’orario di lavoro sarebbero inopportune. far fruttare i minuti di pausa per risolvere qualche piccola situazione personale può aiutare a liberare la mente dalle fatiche dell’ufficio e della propria attività.

Pranzo con i colleghi si, ma senza parlare di lavoro

Seconda regola: vietato parlare di lavoro. Spesso si trascorre la pausa pranzo con i colleghi ed inevitabilmente si parla di tutte le peripezie della mattinata in ufficio. L’importante è, però, che questa pratica non diventi un’abitudine. E’ indispensabile, infatti, ritagliarsi dei momenti di pausa assoluta dal lavoro e approfittarne per socializzare e conoscere meglio le persone che ci circondano scambiandosi idee sugli argomenti più vari.

Attività fisica, non per forza in palestra

Terzo consiglio: un po di movimento. La pausa pranzo può essere un buon momento anche per dedicarsi all’attività fisica. I più sportivi possono andare in palestra o a correre nelle zone vicino al luogo di lavoro. Chi non ne ha il tempo o la possibilità può,invece, concedersi una passeggiata di qualche minuto, anche solo per guardare le vetrine dei negozi o prendere un caffè al bar. Il movimento può essere molto utile a resettare la mente e tornare alla scrivania più determinati e positivi che mai.

 

L’alimentazione nella pausa pranzo: combinare leggerezza e gusto

Trattandosi di una pausa pranzo, non si può prescindere da un’accurata scelta del cibo. In pausa pranzo le persone spesso rivelano le abitudini alimentari più stravaganti e curiose, ma non sempre corrette. C’è chi salta il pasto, chi si nutre solo di frutta secca. Poi ci sono i crudisti, i vegani o i fanatici della dieta iperproteica. Ma chi di loro ha ragione? E soprattutto: è possibile combinare leggerezza e gusto? La risposta è sì. Non solo è possibile, ma è assolutamente consigliato.

Piatto unico, equilibrato e nutriente

La prima regola per una pausa pranzo sana è scegliere un piatto unico, equilibrato e nutriente, che contenga carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Molto nutrienti e gustose, per esempio, sono le insalate di cereali o di pasta con verdure di stagione, carni bianche e povere di grassi, oppure gamberetti, tonno, uova sode. In alternativa si possono tentare le insalate di legumi, come ceci, lenticchie o fagioli, e ortaggi di stagione accompagnati da pane integrale: un pasto ricco di proteine vegetali e fibre capace di ricaricarci senza appesantirci.

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Ricaricarsi rispettando la dieta

Per chi sta seguendo una dieta, il consiglio principale è di iniziare il pasto con un’abbondante porzione di ortaggi di stagione. Meglio crudi e conditi con olio extravergine d’oliva, poco sale, un po’ di succo di limone e una spolverata di erbe aromatiche. Le verdure crude, essendo croccanti e colorate, hanno il potere di soddisfare palato e vista. In questo modo si consuma una minore quantità di macro-nutrienti, come carboidrati, proteine, grassi, e, inoltre, si ottiene la giusta ricarica di acqua e sali minerali.

La frutta, valida alternativa del dolce

Come viene insegnato sin da piccoli, se dopo pranzo abbiamo ancora un po’ di fame vuol dire che abbiamo mangiato il giusto. Se proprio si volesse soddisfare anche l’ultimo desiderio, al posto del dolce è sempre meglio la frutta. Un’abitudine che vale per tutti, non solo per chi vuole perdere qualche chilo. Il “dolcetto” dopo pranzo è un vizio che si paga caro: la digestione diventa lunga e laboriosa e il lavoro pomeridiano ne risente.

Roma e il Tevere, una storia di amore infinito

Non si può pensare a Roma senza pensare al Tevere. Il rapporto tra il fiume “biondo” e i Romani è simile a quello tra padre e figli. Il Tevere è un genitore che ha elargito le risorse della vita, permettendo la nascita e lo sviluppo della città eterna. Storia, natura, romanticismo si fondono lungo le sue sponde di rara bellezza.

Il Tevere nella storia di Roma

Quale romano che si rispetti non si sente a casa alla vista delle acque del Tevere? La sensazione avvolgente che il panorama del fiume dona al primo sguardo è difficilmente spiegabile a parole. Ma quanto conosciamo l’importanza del “biondo” fiume nella storia della città?

Anima e linfa della città eterna

Il Tevere è stato l’anima di Roma fin dalla sua nascita. E difficile credere che, in assenza di questo prezioso corso d’acqua, la  città eterna avrebbe avuto lo stesso percorso storico.Il Tevere fu per i Romani elemento di vita in tutti i sensi: assicurava l’acqua per la sopravvivenza, era via di comunicazione primaria ed era elemento di difesa. Anche la morfologia dell’area su cui sorse la città è attribuibile al fiume: i famosi sette colli, dove nacquero i primi insediamenti umani, furono modellati dall’erosione fluviale su antichi altipiani vulcanici.

Il “biondo” tra mito e realtà

Il fatto che l’esistenza stessa di Roma sia strettamente legata al Tevere è descritto già dalla prima scena della leggenda di fondazione. Romolo e Remo sono nella cesta, arenati sotto il ficus ruminalis, e succhiano il colare zuccherino dei frutti, in attesa di una vera poppata. Il mito narra che fu Enea, il celebre eroe profugo da Troia in cerca di una patria, a giungere nella zona dove sarà fondata Roma, proprio risalendo la foce del fiume che allora era noto come Albula. Il fiume fu poi chiamato Tevere, probabilmente in onore di una divinità fluviale o un Re chiamato Tiberinus.

I Romani erano profondamente coscienti dell’importanza del fiume e hanno amato il loro Tevere fino a mitizzarlo e a considerarlo uomo vivo. In numerosi monumenti e nelle bellissime fontane di Roma spesso si nota una figura imponente, un vecchio dalla lunga barba bianca, appoggiato ad un’anfora con accanto un remo, una cornucopia e due gemelli allattati da una lupa. E’ lui l’antico Tevere, saggio, artefice e patrono della Roma “Caput Mundi”.

Al di là del mito, sappiamo che il fiume fu utilizzato sin dalle origini della città e che gli abitanti si preoccuparono sin da subito di avviare una serie di interventi per sfruttarlo nel miglior modo possibile.

I muraglioni e il fiume oggi

Gli abitanti di Roma, dunque, hanno sempre avvertito la necessità di trovare una soluzione efficace per “governare” il fiume e proteggere la città dal pericolo delle alluvioni. Questi eventi si verificavano più volte l’anno, a causa delle piene ordinarie, provocando esondazioni lungo i fossi, le marane e le fognature. In alcuni casi erano di grande entità, come le inondazioni del 1598 e del 1870, in altri più modeste, come quelle che il poeta Gioacchino Belli chiamava “acquetta”.

La necessità di controllare le piene portò alla progettazione dei “muraglioni”, la cui realizzazione, tra fine Ottocento e inizio Novecento, ha interessato le rive del tratto urbano centrale, creando le sponde per come le conosciamo oggi. Nonostante l’allontanamento “fisico” tra i romani e il Tevere, dopo più di duemila anni vissuti praticamente in simbiosi, il legame tra il fiume e la città  non si è mai spezzato.

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Arte, cinema e segreti: una passeggiata sul Tevere dalle tante sorprese

Una serata romantica o una visita culturale, una corsa o un pomeriggio di relax, un tramonto o un drink lungo la riva. Concedersi un momento intimo con il Tevere è un must per chi abita o visita la città. Vi proponiamo qui un piccolo itinerario alla scoperta dei segreti del “biondo” fiume.

L’isola Tiberina, l’isola più piccola abitata al mondo

Piccolo e suggestivo borgo che sorge in mezzo al letto del fiume, l’isola Tiberina appoggia su eleganti rocce e offre scorci inediti sulla città eterna. L’isola è lunga poco più di 300 metri, larga meno di 90 ed è collegata alle sponde del Tevere tramite ponte Cestio e ponte Fabricio. La storia dell’isola è ricca di leggende e aneddoti, findalla sua origine, probabilmente legata alla cacciata da Roma dell’ultimo re etrusco, Tarquinio il Superbo. Il suo storico utilizzo sfruttava l’isolamento dalla città ed era focalizzato sulla quarantena per le persone malate, come testimoniato dal tempio del dio medico Esculapio. Non tutti sanno che, proprio dai blocchi di pietra del tempio, sgorga una fonte miracolosa che i Romani hanno sempre creduto potesse guarire le malattie. L’isola, nel corso dei secoli, ha conservato inalterata la sua vocazione di assistenza ai malati, con l’istituzione, nel 1582, dell’Ospedale Fatebenefratelli, attivo ancora oggi. Il lento ma perpetuo scorrere del fiume abbraccia dolcemente l’isola Tiberina e ci accompagna alla scoperta di uno dei posti più suggestivi ed unici di Roma, non a caso scelto in più occasioni come set cinematografico per pellicole famose come “Aprile”, “Nell’anno del Signore” e “Il conte Tacchia”.

Tevere e cinema: un raffinato set naturale

Tevere e cinema, macchine da presa e set. Non solo l’isola Tiberina, l’intero fiume che attraversa la Capitale è una location importante per il cinema italiano dagli albori ai giorni nostri. Proprio lungo le sponde del biondo Tevere sono state girate scene di celebri film. Da Corso Francia a ponte Milvio per “Tre metri sopra al cielo”, poi ponte Duca Amedeo d’Aosta per “Ladri di biciclette”, ponte della Musica per “Lo chiamavano Jeeg Robot”, ponte Regina Margherita  per “Mignon è partita”. infine Castel S. Angelo per “Accattone” e “Poveri ma belli”.Ogni anno, durante la “Festa del Cinema” di Roma, vengono organizzate gite a tema alla scoperta del profondo legame tra il “biondo” fiume e la cinepresa.

I circoli remieri: eleganti presidi di tutela del fiume

Nati lungo le sponde del Tevere tra l’unità d’Italia e le due guerre, i cinque circoli storici di canottaggio(Aniene, Lazio, Roma, Tevere Remo e Tirrenia Todaro) rappresentano eleganti presidi di tutela del fiume, che possono essere visitati su prenotazione. I prestigiosi circoli sono avversari sull’acqua ma uniti e solidali nella manutenzione degli argini e nella valorizzazione dell’identità del Tevere. I circa cinquemila soci vivono il fiume ogni giorno e lo percorrono con le loro imbarcazioni tra l’Acquacetosa e l’isola Tiberina. Proprio da un progetto dei circoli nasce l’idea di un museo del Tevere per raccontare la storia del fiume. Se è vero che le sponde del Tevere sono, di per sé, un museo a cielo aperto, l’obiettivo di questo progetto è istituire un luogo che racconti la storia leggendaria del “biondo” ma anche il lato più quotidiano: i mestieri, le tradizioni, i rituali, la storia, la flora, la fauna, le attività sportive e ricreative. Il racconto del fiume si snoderà come una vera e propria sceneggiatura in grado di miscelare linguaggi tradizionali, come pannelli e foto di grande formato, con tecnologie digitali interattive. Al momento però si è ancora alla ricerca di una sede adeguata:  tra le ipotesi più suggestive, l’ Arsenale pontificio di Porta Portese e l’ ex dopolavoro delle Poste sul lungotevere Flaminio.

Il brunch sul Tevere, il più esclusivo appuntamento delle domenica

Alla scoperta del brunch, tra origini antiche e nuove tendenze

Il termine inglese “brunch” indica un pasto particolarmente abbondante, da consumare a metà mattinata, tra le undici e l’una. Una sorta fusione tra colazione e  pranzo, che abbina cibi sia dolci che salati, bevande  calde e fredde. Di tradizione anglosassone, negli ultimi anni il brunch si è diffuso anche in Italia. Scopriamo insieme le origini di questa antica tradizione e le nuove tendenze che rendono un brunch unico.

Buffet brunch bajaCos’è il brunch?

Alzi la mano chi non ha fatto un brunch? Probabilmente nessuno, soprattutto tra i più giovani.Il brunch è ormai un’abitudine ricorrente, un apprezzato modo per uscire, stare in compagnia e mangiare buon cibo. Non tutti però conoscono le origini e la tradizione di questo pasto particolare, importato dall’Inghilterra. La storia del brunch, poco conosciuta, è invece particolarmente curiosa e interessante.

Le origini del termine

Il rito del brunch è nato nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento. Nell’incantevole campagna inglese, giovani nobili e borghesi rampanti organizzavano grandi buffet nelle ville dopo le battute di caccia domenicali. L’usanza venne ripresa dallo scrittore Guy Beringer, che nel 1895 pubblicò l’articolo “Brunch: A Peal” sull’ Hunter’s Weekly, una rivista di appassionati di caccia. Fu lui a coniare ufficialmente il termine “brunch. Beringer esaltava questa tradizione come un momento di allegria e socievolezza, “che mette di buon umore scacciando le preoccupazioni e le ragnatele della settimana”. Il brunch, alle origini, indicava la colazione ideale per la domenica mattina, dopo gli stravizi del sabato notte. La parola, non a caso, nasce dall’unione di breakfast (colazione) e lunch (pranzo).

Alcuni esempi di buffet del brunch

Esistono varie tipologie di brunch, che di norma si distingue per un buffet ricco e variegato, sia per la parte dolce che per la parte salata.

Tra i prodotti tradizionalmente serviti si trovano: uova strapazzate e bacon, bagels farciti con formaggio spalmabile e salmone affumicato, pancake, pane tostato con burro e marmellate, yogurt, frutta fresca, muffin, cupcake e brownies.Tra le bevande più diffuse vi sono caffè, cappuccino, tè, succhi di frutta, ma anche birra, vino o spumante, o magari un cocktail leggero come il Bloody Mary o lo Spritz.

Il brunch spesso si adatta all’estro di chi lo prepara o ai prodotti tipici del luogo. Non è raro, dunque, trovare una ricca proposta di arrosti di carne, aringa affumicata, gamberetti, insalate miste, pasta, formaggi e salumi. E ancora: biscotti, torte, gelato, frutta sciroppata. Insomma, chi più ne ha più ne metta, l’importante è variare.

Scopri il brunch del Baja

Brunch e happy hour: analogie e differenze

Troppo spesso si tende a  confondere il brunch con l’happy hour, e a usarli come sinonimi. Entrambi sono tendenze ormai affermate anche in Italia e rappresentano una grande attrattiva per il pubblico, da proporre con gusto e originalità.. Sono però due fenomeni di costume molto differenti.

L’orario e il servizio

La prima differenza è nell’orario: il brunch si riferisce alla tarda mattinata, l’happy hour è solitamente servito tra le 18:30 e le 21. Durante i brunch vengono serviti piatti curati e originali, che possano invogliare e sorprendere il cliente. Il buffet è ricco e adatto a ogni esigenza. L’allestimento della location è scrupoloso, con accurata preparazione di ogni dettaglio del servizio.

L’happy hour, invece, è più informale. I prodotti da offrire sono scelti in base alla tipologia del locale, della clientela e della stagione. Viene posta maggiore attenzione sui drink, con un’ampia scelta di cocktail sfiziosi e innovativi, oltre ai grandi classici, mentre il buffet è leggero ma gustoso.

L’intrattenimento

L’atmosfera del brunch è tipicamente rilassata, perfetta per piccole iniziative come mostre fotografiche o meeting aziendali. L’happy hour, invece,è adatto per eventi  con musica dal vivo o serate a tema. Accanto alle occasioni festive tradizionali, spesso è ispirato da ricorrenze commerciali, come la Festa di San Patrizio o Halloween.

 

Tre elementi per un brunch unico

Terminiamo il nostro viaggio alla scoperta di questo importante trend gastronomico scoprendo alcuni elementi che lo rendono unico: location, atmosfera e buffet.

L’orario mattutino del brunch lo rende perfetto in una location esclusiva, raffinata, luminosa e con ampio panorama che esalti le caratteristiche della città e della prima parte della giornata.

Cura dei dettagli e ambiente cordiale sono due elementi fondamentali . L’atmosfera deve essere avvolgente ma discreta, adatta anche alla clientela più esigente. D’altronde il brunch è, prima di tutto, una pausa di relax e piacere.

Il vero protagonista, però, rimane il cibo. Una tradizione gastronomica non può prescindere da un accurato food & beverage, che deve presentare sia piatti eleganti, originali e gustosi per tutte le esigenze, sia un’ampia selezione di bevande calde, fredde e drink raffinati.

Scopri l’esclusivo brunch domenicale del Baja, nel cuore di Roma

 

 

Halloween a Roma, come divertirsi fuori dai soliti schemi

Ti piace festeggiare Halloween ma non sopporti i soliti party a tema, con costumi e trucchi improbabili? Come darti torto, sono davvero tutti uguali. Tu allora scegli fuori dal coro e per il 31 ottobre regalati una serata divertente e ricercata, in un locale dove buona cucina e buona musica sono in perfetta sintonia.

Halloween, la notte delle streghe

Anno dopo anno, la notte di Halloween è diventata un evento molto partecipato anche in Italia. Sempre più bambini, la sera del 31 ottobre, girano di casa in casa, bussando e pronunciando la fatidica frase: dolcetto o scherzetto? La notte delle streghe e dei fantasmi, la notte in cui tutti i peggiori incubi sono destinati a prendere forma. Un giorno particolare, che nel tempo ha scatenato la fantasia di scrittori e registi. Ma dove nasce la tradizione di Halloween? Cosa significa realmente?

Per prima cosa è bene sottolineare come Halloween sia una tradizione celtica (non americana, come si potrebbe pensare). Secondo la ricostruzione più accreditata, deriverebbe dalla ricorrenza della Samhain, che per i celti segnava la fine dell’estate. Il nome Halloween, però, è una contrazione di All Hallows Eve, cioè “Notte di tutti gli spiriti”.

Prenota il tuo tavolo di Halloween al Baja

I simboli di Halloween: dolcetti, scherzetti e zucche malefiche

Halloween significa essenzialmente tre cose: costumi mostruosi, ragazzini che girano alla ricerca di dolcetti e zucche decorate con ghigni paurosi.

L’usanza di fare visita ai vicini vestiti in maschera ha radici medievali e si rifà all’elemosina, quando i più poveri della città facevano visita alle famiglie più abbienti cercando cibo e in cambio offrivano delle preghiere in suffragio dei cari defunti.

Il vero volto della notte delle streghe, però, è la zucca. Arancione, cattiva e luminosa. Incarna la storia di Jack ‘o Lantern, protagonista di un antica leggenda. Dopo aver imbrogliato per due volte il diavolo, ed essere riuscito ad ottenere la salvezza dalla dannazione eterna, Jack muore e si ritrova a vagare senza meta nel nulla, cacciato sia dal paradiso che dall’inferno. Oggi i suoi occhi e la sua bocca, ancora alla ricerca di pace, spuntano da ogni balcone, proprio la notte del 31 ottobre.

Un Halloween 2018 diverso, la proposta del Baja

Di feste di Halloween Roma è piena. Ogni locale, ogni discoteca, ogni pub, il 31 ottobre si carica di addobbi e offre ai suoi ospiti una serata troppo spesso identica a centomila altre. Costumi, trucchi, zucche e fantasmi ovunque, musica ad alto volume e qualche cocktail.

Se però questo “menù” non fa per te, sappi che un’alternativa è possibile. Il Baja ti sta aspettando, per offrirti una serata di Halloween ricercata e godibile, come nella migliore tradizione del celebre barcone sul Tevere. Le sue vetrate sono pronte ad offrirti una meravigliosa vista su Roma, mentre ti concedi una cena gustosa o un drink rinfrescante. Un ambientazione delicata, senza eccessi, così da trasformare Halloween nell’occasione perfetta per una serata tra amici. Un’ottima scusa, insomma, per assaggiare i piatti del Baja, preparati da chef esperti con materie prime di eccellenza. O per provare i cocktail, alcuni molto particolari ed accattivanti, frutto di un continuo aggiornamento, per rimanere al passo con le nuove tendenze.

Cosa vuoi fare ad Halloween? Aperitivo, cena o lounge bar

Capodanno a Roma? Festeggia al Baja l’arrivo del 2019

Il celebre barcone sul Tevere ti aspetta per un Capodanno 2019 all’insegna dell’eleganza, del buon cibo e del divertimento. Sarà una serata indimenticabile, perfetta in ogni dettaglio, con Roma a fare da cornice.  Una location unica,  per salutare l’anno vecchio ed accogliere quello nuovo lasciandosi coccolare dal team del Baja.

Cosa fare a Capodanno?

Inutile girarci intorno, tentando di sfuggire all’inevitabile. Il Capodanno 2019 si avvicina a grandi passi e con lui la pressante domanda: cosa fare? I dubbi sono tanti, così come le idee disponibili. A casa o in giro per locali? Al chiuso o all’aperto? In città o in montagna? Con gli amici o con i parenti? La paura è quella di non divertirsi abbastanza, di mangiare poco e male, di spendere una fortuna per ritrovarsi coinvolti in una festa deludente. Il modo per evitare il flop, però, c’è: il Capodanno del Baja, una certezza nel panorama romano.

Capodanno 2019 a Roma, l’offerta del Baja

Una serata all inclusive, dalle 20 fino a tarda notte: cibo e vini di alta qualità, dj set ricercato, open bar dopo cena. Il tutto immerso nella raffinata atmosfera di un barcone cullato dal Tevere e circondato dalla bellezza irresistibile del centro di Roma. Scendiamo, però, nei  dettagli.

L’offerta del Baja per il Capodanno 2019 comprende:

  • cena completa, accompagnata da vini selezionati: entrèe, antipasto, 2 primi, 2 secondi con contorni, 1 dessert;
  • musica con dj set durante tutta la serata;
  • open bar;
  • brindisi di mezzanotte.

Se questo “menù” non basta, ecco serviti tre buoni motivi per festeggiare al Baja il capodanno 2019

Vuoi maggiori informazioni? Scrivici senza impegno

Una location unica per un Capodanno irripetibile

Già scegliere di trascorrere il capodanno a Roma significa assicurarsi di salutare l’anno nuovo in una città magica. Grande, complicata ma inevitabilmente seducente. Optare per il Baja, poi, vuol dire aggiungere altro fascino, altra bellezza. Un autentico barcone ormeggiato sul Tevere, completamente ristrutturato e trasformato in un locale elegante e accogliente. Grandi vetrate dietro le quali fa mostra di sé la Roma più bella, quella dei ponti antichi e di San Pietro, quella di Castel Santangelo e delle fontane barocche. Di notte, poi, tutto è ancora più suggestivo, con la luna che si specchia nel fiume e le mille luci all’orizzonte.

Un menù ricercato e gustoso per iniziare ad assaporare l’anno nuovo

La cucina del Baja è rinomata per la cura che viene riservata ad ogni aspetto, dalla scelta degli ingredienti fino alla mise en place. Le materie prime sono selezionate con attenzione, affidandosi a fornitori di fiducia, piccoli produttori locali che garantiscono genuinità e prodotti a km 0. La lavorazione è affidata a chef giovani ma esperti, che amano sperimentare ma senza esagerare, senza tradire i sapori tradizionali dell’insuperabile cucina italiana. Ogni piatto, poi, è assemblato con fantasia e raffinatezza, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

Guarda il Menù di Capodanno 2019 al Baja

Una festa “all night long” per dire addio al 2018

Si inizia alle 20 ma non si sa quando si finisce. Perché una festa è davvero tale quando il tempo scorre senza che nessuno se ne accorga. L’unica certezza è che sarà tutto studiato e rodato, perché lo staff del baja non lascia mai nulla al caso e coccola i suoi clienti da quando arrivano fino a quando vanno via. La musica sarà padrona della scena, senza però essere invadente. Sarà suo il compito di accompagnare la cena e di far ballare nel lungo dopo cena, riscaldato dai cocktail dell’open bar.

Prenota il tuo posto per il Capodanno 2019 al Baja

5 curiosità per conoscere lo yoga prima di iniziare a praticarlo

Tre mattine a settimana, il Baja ospita corsi di Yoga per tutti gli amanti e appassionati. Un modo diverso e piacevole per iniziare la giornata, lasciandosi cullare dalle onde del tevere. Ma cos’è lo Yoga? Quali benefici dà? Chi può praticarlo? Ci sono almeno 5 cose da sapere assolutamente prima di iniziare la lezione d’esordio.

Che cos’è lo Yoga?

Molti pensano di saperlo. In realtà. molto spesso non è così. C’è chi dice che lo Yoga è una religione e chi lo considera una disciplina sportiva. Nessuna delle due cose è totalmente vera. Lo yoga è qualcosa che sta a metà tra la pratica spirituale e l’esercizio fisico. Per la tradizione indiana, lo Yoga riuniva una serie di pratiche ascetiche e meditative. Nell’accezione contemporanea, invece, viene messo un accento molto forte sul benessere psicofisico che genera.

Le origini del termine Yoga

Secondo l’interpretazione più diffusa e accreditata, la parola Yoga deriva da yuj, che significa “unire”. proprio perché, come detto, è un termine riassuntivo che “riunisce” tutta una serie di pratiche meditative.

Corsi di Yoga al Baja, scopri di più!

Cosa si fa durante una lezione di Yoga

La prima cosa che vuole sapere chi decide di iniziare un corso di Yoga è: cosa si fa? La risposta è semplice, durante una lezione si eseguono una serie di posizioni statiche che devono essere tenute per un tempo più o meno lungo. Un focus particolare è dedicato alla respirazione, che va controllata e gestita secondo tecniche ben precise. Dal punto di vista fisico, si tratta di un’attività che va bene per tutti, uomini e donne, e a qualsiasi età.

A cosa fa bene lo Yoga?

I benefici di questa attività sono molteplici, e interessano sia il corpo che la mente. In primo luogo, provoca un rafforzamento dei muscoli, soprattutto di quelli della schiena. Questo si traduce in un notevole miglioramento della postura, del bilanciamento e dell’equilibrio. L’attenzione sulla respirazione, invece, si traduce in una più efficiente ossigenazione dei tessuti e in un irrobustimento del sistema immunitario. Infine, ci sono gli effetti benefici sulla mente. Lo Yoga, infatti, sempre attraverso la respirazione, unita alla meditazione, aiuta ad abbassare lo stress, incrementando la capacità di concentrazione e la qualità del sonno.

Lo Yoga delle Star

La pratica dello Yoga spopola a Hollywood e dintorni. Sempre più star si dedicano a questa disciplina, considerata una vera panacea per piccoli e grandi acciacchi, sia fisici che psichici. Alcuni nomi? Jennifer Aniston, ad esempio, la popolare e sempre giovanissima attrice statunitense. O l’inossidabile Madonna, che ha sempre anticipato e poi cavalcato le mode.così come la sua amica-nemica Lady Gaga. Ma ci sono anche Beyoncè, Gwyneth Paltrow, Lindsay Lohan e l’Italianissima Elisabetta Canalis. Tutte pazze per lo Yoga!

 

Vuoi organizzare un matrimonio diverso? Affidati alle Event Manager del Baja

Scegliere il Baja per il proprio matrimonio significa davvero regalarsi un evento inimitabile, personalizzato al 100%. Il nostro team di Event Manager, infatti, è pronto a soddisfare ogni richiesta e ad accompagnare gli sposi lungo una giornata da sogno, che rispetti in pieno i loro desideri. Dall’allestimento, al buffet, dalla musica, all’intrattenimento, tutto sarà impeccabile.

Matrimonio a RomaAmore a prima vista

Dalla prima visita fino ai saluti finali. Chi festeggia il proprio matrimonio al Baja sa di poter contare su uno staff che lo segue passo dopo passo in tutte le scelte importanti che un evento del genere richiede. La conduzione familiare e uno team ormai rodato fanno sentire gli sposi davvero coccolati.

Il primo incontro serve per conoscere gli spazi e lasciarsene sedurre. Il piano superiore, oggi impreziosito da vetrate nuove di zecca, le ampie terrazze panoramiche, le chiatte esterne. Tutto è curato nei particolari, controllato continuamente, per restituire un’atmosfera elegante, chic e ricca di stile.

Ogni angolo soddisfa un’esigenza diversa: il cibo, la musica, l’area relax dedicata alle chiacchiere. E intorno si libera la bellezza di Roma, a fare da suggestiva cornice, a rendere tutto ancora più emozionante. Impossibile non innamorarsi a prima vista.

Foto gallery: scopri il Baja

Ogni dettaglio al suo posto

Volete stupire i vostri ospiti arrivando al ricevimento in barca? Si può fare. Avete in mente di conquistarli con una location resa ancora più dinamica grazie ad un sapiente gioco di decorazioni luminose? Si può fare anche questo. Volete chiudere la festa con stupefacenti fuochi d’artificio? Nessun problema. Le Event Manager del Baja sono a disposizione. Una volta opzionata la location, ci si siede intorno ad un tavole e si comincia a costruire l’evento. E’ possibile personalizzare ogni cosa: l’allestimento degli spazi, il menù, la musica, i momenti “speciali”.

Per quanto riguarda il pranzo o la cena, ad esempio, tutto viene ritagliato intorno ai gusti degli sposi. Si può scegliere il tradizionale servizio al tavolo o il più informale buffet. Si possono selezionare le pietanze, a partire da un ventaglio molto variegato. La certezza è la qualità: freschezza dei prodotti, gustosità delle preparazioni, bellezza delle presentazioni. Ovvimente, c’è anche la possibilità di un food tasting riservato ai futuri sposi, ovvero una prova del menù a bordo del Baja.

Tutti i servizi dedicati ai matrimoni

Una pianificazione minuziosa, un accompagnamento costante

Il team del Baja lo sa bene, il segreto del successo di un evento speciale sta tutto nel saper ascoltare il cliente. Gli sposi non vengono mai lasciati soli, nella fase di progettazione come durante lo stesso ricevimento. Gli imprevisti possono sempre capitare, certo, ma chi fa questo lavoro con professionalità ed esperienza sa mantenere il sangue freddo e trovare una soluzione. Questa vicinanza e questa totale padronanza della situazione trasmettono un senso di serenità agli sposi, che possono così godersi al meglio il loro giorno più bello.

Nuovo look per il Baja, una location sempre più ricercata per i tuoi eventi

Nuovo look per il primo piano del Baja, quello dedicato agli eventi esclusivi. Ancora più luminoso, ancora più elegante, ancora più raffinato. Grandi vetrate che si aprono su Roma e un bancone del bar tutto nuovo, spazioso e funzionale, pronto a regalare cocktail e sfizi che rendono unica ogni occasione.

Un look nuovo, la ricercatezza di sempre

Eleganza ed unicità sono la cifra distintiva del Baja, una location esclusiva per eventi di ogni tipo: matrimoni, feste di compleanno o di laurea, convention aziendali. Bellezza e ricercatezza, però, sono il frutto di un miglioramento continuo. Per questo motivo, durante l’estate, il barcone sul Tevere più famoso di Roma, ha deciso di rifarsi un po’ il look. Nulla di stravolgente, non ce n’era bisogno; giusto qualche ritocchino al piano superiore, per renderlo ancora più confortevole e raffinato.

Scopri come il Baja può rendere unico il tuo evento

Vetro e luce, per valorizzare un panorama unico

Via le porte. La comunicazione tra le sale interne e le terrazze esterne è ora possibile attraverso delle ampie vetrate a scorrimento. Il risultato è una luminosità eccezionale, che conquista e seduce. Senza contare la valorizzazione del panorama. Adesso è ancora più semplice lasciarsi estasiare dalla bellezza della capitale, distesa con le sue meraviglie tutta intorno al Baja.

A rendere gli interni ancora più curati, infine, ci pensa anche il nuovo pavimento in legno, perfettamente coordinato con lo stile e gli arredi di tutta la barca.

Un bar “super” per eventi impeccabili

L’altra novità riguarda il bancone del bar. Grande, molto grande, e quindi assolutamente efficiente, anche negli eventi più affollati. Grazie alle sue tre postazioni, permetterà di servire più velocemente un numero elevato di ospiti. Quindi, durante le feste, niente più file chilometriche per ottenere il proprio drink, come avviene in molti locali, ma molto più tempo a disposizione per ballare, chiacchierare e divertirsi. Una scelta di qualità, per offrire a chi decide di festeggiare al Baja il proprio evento, un servizio di alto livello e il massimo confort possibile.

Tre buone ragioni per lavorare in un coworking (soprattutto a Roma)

Scegliere di lavorare in un coworking può essere davvero una scelta vincente, sia sotto il profilo umano che del business. Soprattutto in una città come Roma, dove gli affitti sono molto cari. Se non siete convinti, vi diamo qualche numero e qualche buon consiglio che vi farà cambiare idea.

Coworking space? Un’ottima idea

Sono ormai più di 10 anni che, nel mondo, si sperimenta, con diverse forme, il fenomeno dei coworking, ovvero degli spazi di lavoro condiviso. Luoghi che ospitano professionisti e start up di diversa provenienza, che all’ufficio “classico”, preferiscono un luogo di lavoro “mobile”, non strutturato, fondamentalmente più libero. All’interno di queste strutture è possibile affittare singole scrivanie o piccole stanze, condividendo gli ambienti comuni e alcuni strumenti di lavoro (modem, stampanti, fax, ecc) con altre realtà.

Il fenomeno dei coworking è nato negli Stati Uniti, più o meno nel 2005. Il vero booom, però, è iniziato un paio di anni dopo. Nel 2007, infatti, strette nella morsa della crisi economica, molte aziende hanno avvertito la necessità di tagliare i costi di gestione delle sedi. E così molti imprenditori e freelance si sono affidati ai coworking per riconquistare una scrivania.

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Il boom dei coworking in Italia

Visto il carattere estremamente innovativo e molto informale dei coworking, in pochi avrebbero scommesso sul loro successo in Italia, dove il mondo del lavoro appare troppo spesso ancora a logiche tradizionali. I fatti, invece, stanno smentendo i pessimisti. Negli ultimi anni, i coworking nel nostro paese stanno conoscendo un vero e proprio boom. Ormai se ne contano più di 300, con una netta prevalenza del nord (65%), Milano in testa. Ad sceglierli come loro ufficio sono soprattutto gli uomini (60%), liberi professionisti (oltre il 50%) o imprenditori (40%).

3 buoni motivi per scegliere un coworking

Ovviamente questo boom ha le sue buone ragioni. Ci sono infatti almeno 3 validi motivi per scegliere di lavorare in uno spazio di coworking.

Meno costi

Il primo è quello più pratico, ovvero l’abbattimento dei costi. Soprattutto in una città come Roma, dove affittare un ufficio in una zona comoda e centrale costa molto, optare per uno spazio condiviso consente di risparmiare diverse centinaia di euro ogni mese. Stesso discorso perle spese della strumentazione: connessione ad internet, fax, stampanti, telefono. Ma anche le bollette della luce e dell’acqua. Tutte uscite che subiscono una netta sforbiciata quando si sceglie il coworking.

Più contatti

C’è poi il tema del “network”. Lavorare in un ufficio condiviso, a stretto contatto con altre realtà, a volte simili, a volte molto diverse, amplifica notevolmente la capacità di fare rete, di creare contatti, fondamentali per incrementare il proprio business. Molto meglio che chiudersi nel proprio ufficio, in solitaria. Il coworking quindi, non è solo una scelta di “risparmio” ma addirittura un vero e proprio “investimento” in capitale umano.

Più creatività

Un discorso che può essere esteso anche al tema della produttività e della creatività lavorativa. Il contatto umano e professionale di cui sopra, fornisce continui stimoli intellettuali, che si traducono in maggior benessere del lavoratore e quindi maggiore produttività. Riflessioni, spunti, idee; quando si è contatto con altre persone e realtà tutto circola meglio e più rapidamente. E l’attività svolte ne trae sicuro vantaggio.

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Un buon gelato artigianale a Roma? Gustalo sulle rive del Tevere

Il gelato artigianale è uno dei protagonisti indiscussi dell’Estate. Per questo, al Baja, gli abbiamo riservato un posto speciale: un carretto nuovo fiammante tutto per lui. Vieni ad assaggiarlo durante tutta l’estate. Le rive del Tevere restano sveglie per te.

Ottimo gelato artigianale a RomaIl gelato artigianale del Baja è arrivato a Roma, su due ruote

“Il carretto passava e quell’uomo gridava: gelati!”. Forse la citazione non è delle più originali, magari neanche Battisti  apprezzerebbe, ma è inevitabile, perché perfetta per celebrare il nuovo arrivato a bordo del Baja: un originale carretto dei gelati. Piccolo ma efficace, pratico, bello, caratteristico, perfettamente in tinta con i nostri colori ufficiali. Fa bella mostra di sé accanto al nostro bar, pronto a d

eliziarvi.

La cosa più importante, infatti, non è come appare fuori ma quello che custodisce al suo interno. Sotto le quattro piramidi metalliche che spuntano dal ripiano, infatti, si nasconde un gelato artigianale di altissima qualità. Pochi gusti, semplici, classici, ma che conquistano immediatamente.

Qualche amico, ospite abituale del nostro barcone sul Tevere, già lo ha provato e conferma tutto. Manchi solo tu! Vieni a provarlo, il Baja è aperto anche tutto il mese di agosto. Ogni sera, dalle 18 fino a tarda notte, puoi accomodarti all’aperto, sulle sponde del fiume, ammirare la bellezza di Roma e gustare il tuo gelato. Anche perché, oltre che buono, il gelato fa anche bene.

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Il gelato artigianale, un capolavoro che fa bene al palato e alla salute

Il gelato artigianale del nuovo carretto firmato Baja è ottimo, questo lo abbiamo già sottolineato. In più, come tutti i gelati di qualità, fa bene alla salute, per almeno 3 buone ragioni

Per prima cosa, è ricco di sostanze essenziali per il nostro corpo. A partire dalle proteine ad alto valore biologico, per continuare con i sali minerali, le vitamine con proprietà antiossidanti e gli omega 3.

In secondo luogo, è un alimento estremamente digeribile, che non appesantisce ma nello stesso tempo sazia (per questo è consigliabile anche a chi segue una dieta ipocalorica).

Infine, mette di buon umore. Il motivo è scientifico: l’alta concentrazione di zuccheri stimola una porzione di cervello che fa parte del circuito del piacere.

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