Il Carnevale di Roma, una tradizione importante e poco conosciuta

Sebbene non sia una festa molto conosciuta, come i più celebri di Viareggio e Venezia, a Roma il Carnevale ha una tradizione di lungo corso e viene vissuto come una “festa mobile”, che si espande per tutte le strade e i quartieri della Capitale. Ma è anche l’occasione perfetta per fare un salto al Baja e regalarsi una serata particolare, nel cuore della città, con La Karnival – Party on the Boat.

“La Karnival – Party on the boat”, la proposta del Baja per il Carnevale 2019

L’allegria del Carnevale, la raffinatezza di un barcone che galleggia sul Tevere, il fascino della musica di La K. Tre ingredienti unici per una serata che solo il Baja può offrire. Appuntamento per giovedì 28 febbraio. Si inizia alle 20, con una cena con menù pensato appositamente per l’occasione. Si prosegue, dalle 22 fino a notte inoltrata, con il Cocktail bar e il La KDjset. Musica, divertimento e buon cibo.

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La festa di Carnevale nella capitale

Il Carnevale romano è un vero e proprio viaggio tra passato e presente che riporta a vivere antiche tradizioni insieme alle modernità della metropoli, un contrasto che esalta i caratteri della festa più pazza dell’anno.

Il Carnavale di Roma: maschere e tradizione

Il Carnevale a Roma si caratterizza per il contrasto tra le antiche maschere della tradizione popolare e i carri costruiti con le nuove tecnologie, che trasformano la fantasia in realtà. Sbandieratori, figuranti di ogni tipo e tanti personaggi: Rugantino, “il bullo per eccellenza”, Meo Patacca e la sua amata Nina, Don Pasquale e il Generale Mannaggia. Queste sono solo alcune delle maschere caratteristiche della tradizione romana. Il momento di maggiore coinvolgimento e più atteso del Carnevale capitolino è la sfilata dei carri allegorici, il vero momento clou delle festività. I temi affrontati nella creazione dei carri sono numerosi, caratterizzati soprattutto sulla satira, dunque legati alla tipica irriverenza carnevalesca nei confronti della politica. Ma anche raffigurazioni riguardanti la sfera sessuale, gli antichi costumi, i problemi di tutti i giorni.  Un modo che si rinnova ogni anno per liberarsi dalla routine quotidiana e fare festa tutti insieme senza prendersi troppo sul serio.

Anche a Carnevale, l’eleganza vale: al Baja ti aspetta il martedì grasso più chic di Roma

 Nei giorni del Carnevale, la Città eterna viene travolta dall’energia dei tanti festeggiamenti per grandi e piccini. Se però cercate una location dove divertimento ed eleganza si fondono in un ambiente magico, non potete perdervi il martedì grasso del Baja. Potrete trascorrere una serata nell’elegante barcone ormeggiato nel centro della città da cui poter ammirare Roma in tutta la bellezza della sua atmosfera carnevalesca. Selezioni enogastronomiche raffinate e di qualità accompagneranno il vostro Carnevale esclusivo, a due passi da centro, dolcemente cullati dal Tevere.

Il Baja a cena: scegli il gusto di un ristorante ricercato

 

Dall’Antico Egitto ai giorni nostri, il Carnevale attraversa i secoli

Quali sono le origini di questa tradizione? Il termine “carnevale” deriva dalla locuzione latina carnem levare, letteralmente “privarsi della carne”, e si riferiva all’ultimo banchetto che tradizionalmente si teneva l’ultimo giorno prima di entrare nel periodo di Quaresima, dunque nel martedì grasso prima del mercoledì delle ceneri. Si tratta di una festa tipica dei Paesi a tradizione cattolica (tra cui il Brasile, sede del celebre Carnevale di Rio) anche se, come spesso accade, la ricorrenza è stata rielaborata a partire da pratiche ben più antiche.

Le origini del Carnevale

Per esempio, nell’Antico Egitto erano soliti tenersi periodi di festa in onore della dea Iside durate i quali si registrava la presenza di gruppi mascherati. Una consuetudine simile a quelle delle feste in onore del dio Dioniso in Grecia, che si configuravano come un temporaneo rovesciamento dell’ordine precostituito, da cui la pratica dello scherzo e della dissolutezza. Lo stesso Carnevale romano trae le sue origini dalle Saturnali, antiche feste religiose dell’antica Roma, che rappresentavano un modo per salutare la fine dell’inverno con celebrazioni, divertimenti pubblici, sacrifici, balli e maschere.

La diffusione nell’Europa cattolica

Su questo substrato, peraltro comune anche ad altre civiltà assai diverse da quelle europee, l’Europa cattolica rielaborò la festa del carnevale, conferendole un significato all’interno del calendario cristiano. Le prime testimonianze dell’uso del termine nell’accezione odierna risalgono al XIII secolo nella zona di Firenze e in quella di Roma. Ben presto la tradizione carnevalesca si si diffuse in quasi tutta la penisola e si espanse nell’intero mondo cristiano del tempo. Essendo legato all’inizio della Quaresima e quindi alla data della Pasqua, la collocazione precisa del carnevale nel calendario varia di anno in anno. E’ facile, dunque, ritrovarsi a chiedere agli amici: quando è Carnevale quest’anno?

Il Carnevale in Italia

I festeggiamenti del Carnevale, soprattutto in Italia, sono molteplici e affondano le loro radici nei secoli: Viareggio, Cento, Satriano, Acireale, Fano, Putignano, Verona, Striano sono solo alcune delle tradizionali rassegne carnevalesche oggi considerate fra le più importanti del mondo, ognuna con i suoi peculiari ed inimitabili riti. Il Carnevale di Venezia, di gran lunga il più famoso, è quello che possiede le origini più antiche: un documento originale datato 1094 fa menzione di un “pubblico spettacolo” nel periodo pre-quaresimale per le strade della città, mentre la festa venne formalmente istituita dal Doge nel 1296. Dopo 800 anni di storia, il carnevale fu vietato da Napoleone nel 1797 dopo l’occupazione armata della città perché giudicato “sovversivo” e fu autorizzato nuovamente solo nel 1979.

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Location per matrimoni

Le 5 regole del matrimonio perfetto

Dopo aver deciso la data del giorno più importante della propria vita, l’organizzazione dell’evento scatena mille idee e dubbi. Come dar forma a tutti i desideri e creare il matrimonio perfetto? Una sfida che può rivelarsi più semplice del previsto, soprattutto se si seguono queste 5 semplici regole da seguire nella preparazione.

1 – La scelta della location del ricevimento

Che sia matrimonio civile o religioso, dal ricevimento non si scappa! Il primo, fondamentale passo è individuare la location per matrimoni che più si adatta alle vostre esigenze. Dalla villa immersa nel verde al ristorante di lusso in città, il luogo dell’evento deve saper accogliere in pieno la vostra idea. Un fattore spesso sottovalutato è, ad esempio, la vicinanza tra la location del ricevimento e quella della cerimonia: l’effetto carovana è davvero poco elegante. Se la messa o il rito civile si svolgono in centro, è consigliabile scegliere un luogo non troppo distante. Amici e parenti ringrazieranno!

Scopri la magia del matrimonio al Baja

2 – Il supporto di un wedding planner

L’organizzazione del matrimonio non è cosa semplice. Per essere certi di curare ogni dettaglio, è consigliabile rivolgersi a un esperto del settore. Il wedding planner è la figura dedicata alla progettazione di tutte le fasi del grande giorno. Il matrimonio deve essere un evento indimenticabile: vale la pena rivolgersi ad un professionista per far sì che ve lo godiate al massimo dell’intensità, assieme alla persona amata. È  auspicabile che questa figura faccia parte dello staff interno della location prescelta, così che abbia una conoscenza approfondita dell’ambiente in cui opera.

Le Event Manager del Baja sono a tua disposizione

3 – La musica dal vivo (ma senza infastidire)

Il grande giorno è, per antonomasia, ricco di emozioni e sensazioni. La musica durante il matrimonio ha il potere di rendere unico ogni momento della giornata, sia alla cerimonia che al ricevimento. Un cantante o un gruppo musicale dal vivo può fare la differenza in termini di qualità dell’evento. L’effetto scenico è assicurato, e gli invitati saranno allietati e coinvolti nella festa.

4 – Food & beverage selezionato

Grandi protagonisti dei matrimoni sono, senza dubbio, i menù. Per un ricevimento unico è fondamentale costruire il pranzo o la cena scegliendo accuratamente piatti buoni, gustosi e belli da vedere. Cercate di prediligere prodotti di qualità, possibilmente biologici e a km 0, magari raccontando brevemente la loro storia su una brochure posta sulla tavola. Attenzione alla selezione dei vini: un abbinamento vincente tra cibo e bevanda è un tratto originale e solitamente poco curato.

Leggi l’offerta food & beverage del Baja

5 – Un effetto speciale, per stupire gli ospiti

Un colpo ad effetto. Spezzare l’ordinaria amministrazione con una sorpresa che stupisca gli invitati e, perché no, il neo sposo o la neo sposa. Un ballo con coreografia, un gruppo di palloncini colorati liberati nell’aria, uno spettacolo di fuochi d’artificio, oppure, se il luogo del ricevimento lo consente, un arrivo scenografico con la barca o con la carrozza. Lasciate a bocca aperta gli invitati, liberate la fantasia e rendete il vostro matrimonio un giorno unico non solo per voi, ma per tutti i partecipanti.

Un matrimonio pieno di sorprese: le opportunità del Baja

San Valentino a Roma: il Baja rende unico il giorno più romantico dell’anno

Rose rosse, champagne, buon cibo e… location perfetta! Per San Valentino è d’obbligo organizzare qualcosa di speciale per la propria dolce metà. Ripercorriamo insieme la storia della festa degli innamorati e scopriamo alcuni consigli per una serata indimenticabile. Non avete ancor deciso cosa fare? Il Baja, con il suo profilo romantico, è pronto ad accogliervi, nel cuore di Roma.

San Valentino a Roma? Attenzione nella scelta del locale e del menù

Maestosa, suggestiva, piena d’atmosfera. La città più bella del mondo si presta in modo particolare per onorare la festa degli innamorati. Preparando accuratamente la serata, si può trasformare il San Valentino in un momento davvero magico. La scelta della location è fondamentale: sono da privilegiare luoghi romantici, originali, possibilmente raffinati ed eleganti. Attenzione anche alla buona cucina: il cibo, è risaputo, può essere un potente elemento di armonia. E, visto che stiamo parlando di festa delle coppie, perché nascondere che alcuni piatti possono anche avere un effetto afrodisiaco. Stuzzicate, dunque, e stupite il vostro partner con qualcosa di unico.

 

Baja in Love: la cena di San Valentino nel ristorante più romantico di Roma

Un elegante barcone in stile liberty nel cuore di Roma. Chef professionali e di alto profilo, staff qualificato e pronto ad ogni esigenza. Selezioni enogastronomiche di qualità, con attenzione al produttore e alla materia prima. Il panorama delle luci di Roma, dolcemente cullati dal Tevere. Il Baja è senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti e romantici della Città eterna, la location perfetta per trascorrere un San Valentino indimenticabile. Gli ingredienti per fare colpo ci sono tutti: la bellezza del luogo e della vista, la selezione dei vini e del menù, la musica giusta a fare da sottofondo. Unatmosfera rilassata e seducente, in cui immergersi per trascorrere qualche ora di assoluto piacere e godersi tutta la magia del Baja.

La proposta culinaria del Baja: gusto e raffinatezza

Il Menù speciale per la cena di San Valentino

In occasione della notte degli innamorati, gli chef del Baja hanno pensato un menù davvero seducente, disponibile in due versioni, di carne e di pesce.

Scarica il Menù della cena di San Valentino

Il Menù di Mare del Baja

Benvenuto:

  • Gambero in Tempura con salsa teriyaki e flute di prosecco

Antipasto:

  • Scampo imperiale con dressing agli agrumi
  • Carpaccio di spigola al passion fruit
  • Ostrica fine-claire

Primi:

  • Raviolo ripieno di salmone con ricotta, timo e salsa dello chef
  • Risottino al profumo di mare con vongole, colatura di alici e timo

Secondo:

  • Trancetto di dentice con olive taggiasche e limone candito

Dolce:

  • Dolce sorpresa di San Valentino

Prezzo: 80 euro a persona (compresi brindisi di benvenuto e acqua, escluse altre bevande)

 

Il Menù di Terra del Baja

Benvenuto:

  • Cuore con pomodoro fresco e stracciatella di bufala e flute di prosecco

Antipasto:

  • Tartare di fassona con visciole e coulis di parmigiano
  • Caramella con scamorza affumicata e speck
  • Carciofo alla romana su specchio di sedano rapa e barbabietola

Primi:

  • Piccola cocotte di conchiglie al capriolo con fonduta di caprino toscano
  • Chicche di patate con pesto di pistacchi, guanciale croccante e pomodorini confit

Secondo:

  • Medaglione di filetto brasato con pepe rosa allo champagne

Dolce:

  • Dolce sorpresa di San Valentino

Prezzo: 80 euro a persona (compresi brindisi di benvenuto e acqua, escluse altre bevande)

 

San Valentino, il patrono dell’amore tra mito e realtà

La ricorrenza del 14 febbraio è strettamente legata alla storia del Santo da cui prende il nome. Ma chi era San Valentino? Qual è l’origine della festa degli innamorati? Pochi sanno rispondere a questa domanda. Vediamolo insieme e cominciamo dalle presentazioni. San Valentino, nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C., era un vescovo romano, che dedicò la vita alla comunità cristiana e alla sua città, dove all’epoca infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. La leggenda narra che un giorno San Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della stessa e pregando affinché Dio mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo, la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio e, quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. La data è stata successivamente ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

Il 14 febbraio: la festa degli innamorati

Oltre il racconto religioso, la storia della ricorrenza di San Valentino ha radici storiche precise. La sua origine coincide con il tentativo della Chiesa cattolica di “cristianizzare” il rito pagano per la fertilità, legato alle celebrazioni dei Lupercali. I padri precursori della Chiesa, decisi a mettere fine a questa pratica licenziosa, vollero trovare un santo degli innamorati per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò la festa pagana decretando che venisse seguito il culto di San Valentino. L’associazione con l’amore romantico è, tuttavia, posteriore. Secondo la tesi più accreditata, San Valentino sarebbe stata introdotta come festa degli innamorati grazie al circolo di Geoffrey Chaucer che, nel suo poema “Parlamento degli uccelli”, associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. Ad ogni modo in Francia e Inghilterra, nel Medioevo, si riteneva che a metà febbraio iniziasse l’accoppiamento degli uccelli: evento che si prestava a far consacrare il 14 febbraio come la festa degli innamorati.

Dopo cena il Baja si accende di musica e cocktail

Il canottaggio a Roma, uno sport appassionato sulle sponde del Tevere

Il canottaggio è uno sport molto praticato nella Capitale, con decine di appassionati che ogni giorno solcano le acque del biondo Tevere, vogando con forza e intensità. Un breve ma interessante articolo per ripercorrere le origini di questa nobile attività sportiva e le particolarità del canottaggio a Roma.

Le origini del canottaggio

Nonostante le gare tra imbarcazioni siano una tradizione con radici secolari, il canottaggio come disciplina sportiva è di epoca più recente ed ha origini anglosassoni. E’ ancora una volta l’Inghilterra, dunque, a fare da precursore nell’ambito della creazione di uno sport che si diffonderà poi in tutto il mondo.

Gli “amateur oarsmen”, l’aristocrazia del remo

In Inghilterra già agli inizi del XVII secolo era usanza svolgere gare annuali tra i barcaioli del Tamigi. Si trattava di competizioni di nicchia, snobbate dai ceti superiori in nome della più assoluta e rigida avversione inglese per lo sport professionistico. Solo dopo le guerre napoleoniche compaiono oltre Manica gli “amateur oarsmen”, quei canottieri dilettanti che con il loro elitarismo raffinato hanno fatto la fortuna di questo sport. L’aristocrazia del remo,infatti, viene dalle università ed assume le sembianze dei rampolli dei college, che in breve tempo sarebbero diventati i membri dei club esclusivi. I giovani aristocratici delle università di Eton, Oxford e Cambridge fondano nel 1817 il Leander Club, il più antico e glorioso circolo remiero del mondo, nei cui locali è maturata la mitica rivalità tra gli equipaggi di Cambridge e Oxford che ogni anno, dal 1829, si scontrano in una sfida tra i due migliori equipaggi dei rispettivi atenei.

Il canottaggio in Italia e le sue leggendarie radici troiane

Le gare remiere nella penisola italiana sono tradizione antica, risalente secondo la leggenda all’epoca dei Troiani che, dai loro mari lontani, avrebbero importato la pratica delle gare acquatiche. Il remo, peraltro, è stata un’invenzione dei nostri antenati che, vogando per motivi tutt’altro che sportivi, hanno saputo nobilitare l’uso di un semplice pezzo di legno terminante con una pala. I romani, i genovesi, i veneziani furono grandi rematori, e proprio agli abitanti della “Serenissima” è attribuita l’invenzione del termine “regata”, derivante dall’uso di mettere in riga le imbarcazioni per la partenza. Per la nascita del canottaggio moderno, invece, si dovrà aspettare la seconda metà del XIX secolo, a causa del perdurare delle guerre d’indipendenza: la prima manifestazione agonistica porta la data del 16 luglio 1865 a Torino. Nonostante la storia assegni alla Canottieri Limite, nata nel 1861, il diritto di primogenitura, al Po spetta il titolo di culla del canottaggio italiano e proprio le sue sponde ospitano la prima sede della Fédération Internazionale des Société d’Aviron (FISA), istituita a Torino il 25 giugno 1892.

 

Dal Tamigi al Tevere, il canottaggio a Roma

La storia del canottaggio romano va in scena lungo le sponde del Tevere, dove questa disciplina si arricchisce di aneddoti prestigiosi e cronache autorevoli, accompagnate dall’affetto sincero ed autentico che ha legato e lega tuttora intere generazioni di romani alle acque tiberine.

Scopri di più sul legame tra Roma e il Tevere

Nuotatori, canottieri o barcaroli?

Alla fine del XIX secolo le rive del Tevere ospitano una composizione sociale eterogenea e variegata. Accanto alle eleganti e raffinate sedi delle prestigiose società remiere, si trovano gruppi di ragazzi provenienti dai ceti meno abbienti e noti come i “fiumaroli tiberini”. Il Tevere è un fiume articolato e complesso non solo dal punto di vista idrogeologico, ma anche nella sua atmosfera che mescola l’atmosfera esclusiva della storia della città con la tradizione popolaresca. Il vero fiumarolo rivendica e precisa la sua identità: né canottiere, né nuotatore, ma personalità sfrontata e poliedrica. Il barcarolo romano è un personaggio sui generis: pescatore per passione, salvatore occasionale di vite umane, nuotatore solitario abituato a lunghe traversate nel Padre Tevere.

L’attività remiera sulle sponde del fiume biondo

Dai medioevali editti papali, fino alle più recenti ottocentesche ordinanze , il rapporto del cittadino romano con il suo fiume è stato sempre, il rapporto del cittadino romano con il suo fiume ha trovato sempre astio, in nome della pubblica sicurezza e del decoro. Vietate, più o meno drasticamente, la balneazione e soprattutto l’immersione a fiume, l’ultima e unica alternativa possibile per un contatto diretto col Padre Tevere restava il remo, da guidare soli o magari in compagnia di una signora distinta e raffinata, oppure da domare contro corrente insieme a due, quattro, otto compagni. Il XX secolo inaugura la modernità di una pratica che si è evoluta nello stile e nella tecnica, segnando il suo passaggio da antica tradizione a disciplina ideale, contemplata nel novero degli sport olimpici. Dagli anni ‘20 del Novecento la voga costituisce un veicolo preferenziale per l’accesso ad un’attività fisica che è insieme uno sport moderno ed una pratica secolare, nobile, mondana ed esclusiva.

Elegante, esclusivo, raffinato: il canottaggio sul Tevere oggi

Ad oggi le sponde del Tevere ospitano numerosi circoli canottieri, che si distinguono per eleganza, raffinatezza ed esclusività. Nei circoli romani sono cresciuti diversi campioni del canottaggio nazionale ed internazionale del secolo scorso. Tanta acqua è passata sotto i ponti del Tevere dalla fondazione dei primi circoli alla fine del XIX secolo, ma sono immutati i valori che animano le loro attività: passione, rispetto, amore per lo sport. Con migliaia di iscritti e centinaia di giovani atleti, i circoli canottieri romani sono una realtà radicata ed affermata della città eterna: luoghi che sposano a pieno il legame indissolubile di Roma e dei romani con le acque tiberine.

Scopri il mondo del Baja, l’esclusivo ristorante ormeggiato sul Tevere

Piano superiore del Baja a Roma

Spazi di coworking, istruzioni per l’uso

Il coworking (o co-working), è ormai un fenomeno affermato, nel nostro Paese come in tutto il mondo. Uno spazio messo a disposizione di una pluralità di professionisti o aziende per lavorare “sotto lo stesso tetto”. E magari conoscersi meglio, scambiarsi idee, avviare collaborazioni. Il coworking, infatti, se usato bene, può essere molto di più che un semplice studio condiviso. 

Condivisione dello spazio di lavoro, all’insegna della sostenibilità

La sostenibilità è l’essenza del coworking. Condividere spazi, strumenti di lavoro e aree relax significa ammortizzare i costi e sprecare meno energia. Nonostante non sia la soluzione ideale per tutte le aziende, il coworking è una formula molto attraente per i freelance, i proprietari di piccole attività, i telelavoratori, i liberi professionisti o le persone spesso in viaggio per lavoro. Chi sceglie il coworking è un lavoratore innovativo, tecnologico e socievole che vede il proprio impiego come un’esperienza dinamica, non una routine quotidiana. Per sfruttarne tutto il potenziale, però, è bene sintonizzarsi sulla giusta “linea d’onda” e non utilizzarlo solo con un luogo “dove si lavora”.

Open Baja, il coworking sul Tevere

Connettere professionalità, business, iniziative e progetti

La cosa più importante, quando si sceglie di lavorare in un coworking, è entrare nell’ottica di idee che si sta scegliendo la via della condivisione. Non solo di uno spazio fisico, ovviamente, ma anche delle conoscenze e dei progetti. Gli spazi come Open Baja ti portano a tessere possibili collaborazioni su nuove attività e strategie, ti mettono in contatto con altre professionalità e occasioni di business. Uno spazio fluido, dinamico che permette di costruire nuove opportunità e di lavorare in un ambiente stimolante e attivo a 360°.Il mondo del lavoro nel presente, con uno sguardo al futuro.

Puntare dritti al risultato

Più autonomia sul lavoro significa un maggiore orientamento verso i risultati, invece dell’essere limitati alla classica relazione capo-dipendente a cui molti sono abituati. Una tendenza che si traduce in un focus maggiore sugli obiettivi e nello sviluppo di un ambiente produttivo senza lo stress dagli orari d’ufficio standard. Anche le aziende, oltre che i lavoratori autonomi, hanno dimostrato molto interesse per questi spazi di lavoro condivisi, e ogni giorno ne nascono di nuovi.

Regalarsi flessibilità e comfort

La flessibilità e la gestione indipendente degli orari di lavoro sono vantaggi fondamentali di lavorare in coworking. Ma non bisogna dimenticare che ogni ufficio condiviso che si rispetti è dotato di vari tipi di comfort e aree relax, che è bene saper sfruttare. Wi-fi a disposizione, postazioni di lavoro comode e funzionali, luminosità, piccola caffetteria e possibiltà di organizzare riunioni, meeting, proiezioni o eventi sono gli ingredienti fondamentali di un coworking ideale.

Leggi anche –> Perché a Roma il coworking è una buona idea